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10 marzo 2010 - 08:45 -

RICORSO ALLA PIAZZA....VENEZIA


ROMA - L'ufficio circoscrizionale elettorale presso il tribunale di Roma non ha ammesso la lista provinciale del Pdl riconsegnata soltanto lunedì pomeriggio dai rappresentanti del Pdl di Roma. La decisione è arrivata al termine di una lunga riunione, cominciata martedì mattina attorno alle 9 e terminata solo in serata.

La decisione dell'ufficio elettorale è stata notificata al presidente del XIX municipio Alfredo Milioni, quello del famoso “panino”, che è arrivato al tribunale accompagnato dall'onorevole Marco Marsilio e dal coordinatore romano del Pdl, Gianni Sammarco.

A questo punto le strade percorribili per il Pdl sono davvero poche.

Il partito del “predellino” sembra, infatti, intenzionato a presentare ricorso al Consiglio di Stato (forse già mercoledì domani) contro la decisione di lunedì del Tar del Lazio, che ha confermato l'esclusione dalle prossime elezioni regionali della ‘prima’ lista relativa alla provincia di Roma che era stata presentata al Tribunale.
Un’ultima opportunità per il Popolo della libertà del Lazio, di fatto auto-esclusosi dalla competizione elettorale.

E furibondo è il premier Silvio Berlusconi, dopo il pomeriggio di fremente attesa. L’intenzione, stando a fonti vicine al Cavaliere, sarebbe quella di lanciare a questo punto una campagna elettorale di fuoco, giocando sul guaio romano delle liste regionali e trasformandolo in una vera e propria arma elettorale contro il centrosinistra. per la sfida del Lazio. Chi ha partecipato nel pomeriggio alle riunioni di vertice del Pdl, racconta di un Berlusconi intenzionato ad abbandonare la strada dei ricorsi, rivelatasi un flop, per imboccare definitivamente quella del contrattacco politico.

Il Cavaliere con ogni probabilità si presenterà in conferenza stampa, già domani, per ‘spiegare agli italiani come è nato il caos delle liste’. Poi la strategia d’attacco, che prevedrebbe anche il ricorso alla piazza: allo studio c'è una maximanifestazione nazionale del Pdl, protagonisti i candidati-governatore (ma sembra difficile mettere insieme le agende di tutti).Da "DAZEBAO"



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09 marzo 2010 - 15:01 -

BERLUSCONI CERCA LO SCONTRO





UN REGIME CHE MESTA NEL TORBIDO


Editoriale di Alessandro Cardulli

Si nasconde, chiuso nel fortilizio di Palazzo Grazioli, arrogante, sempre più violento nel linguaggio, rilascia solo dichiarazioni, evita ogni confronto, ogni contatto con il pubblico. Neppure con i suoi. Invia messaggi in video o usa il telefono.
Punta a creare un clima di scontro, lo cerca, in un clima che si fa sempre più torbido. Gli ultimi assalti alle forze di opposizione sono riassunti da queste parole del premier: “La sinistra che ormai si è ammanettata a Di Pietro, vuole fare dell'Italia uno stato di polizia dominato dall'oppressione tributaria e giudiziaria”.
Violenza politica come quella praticata nei confronti di Napolitano negli incontri che si sono avuti nei due giorni precedenti la firma del decreto da parte del Capo dello Stato. Piano piano si rompono i veli sui confronti avvenuti al Quirinale, “tesi” coma ha riferito lo stesso Napolitano.

E’ stato il Messaggero a riportare frasi minacciose pronunciate dal premier. “Ti scateno la piazza”, “la tua firma non è indispensabile. Vado avanti da solo”. Dazebao ha rilanciato. Ora Scalfari scrive su Repubblica che Berlusconi “ha preteso” il decreto e che Gianni Letta sarebbe stato il “missus dominicus” di un “vero e proprio ultimatum”, la minaccia cioè “di sollevare dinanzi alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzioni tra il governo e il Capo dello Stato”.

Interpretazioni e ordinanze, scene di fascismo
Ma è durata solo qualche ora la “gioia” di quello che considera un trionfo, una vittoria. Parla del decreto vergogna o, a piacere, decreto salvaliste, come di una emergenza. “Noi [nel senso di Io, ndr.] sappiamo lavorare, sappiamo affrontare le emergenze”. Bertolaso insegna, si possono violare tutte le norme, le leggi, si può “interpretare” una legge in modo da cambiarla radicalmente. Dopo le ordinanze che servivano al sottosegretario per muoversi come meglio gli pareva e che hanno portato a quel verminaio di “appaltopoli”, fatto di amici, familiari, massaggiatrici, “cricche” e “gelatine”, ora si tenta di trasformare questo paese in una gigantesca “protezione in-civile” governata non dalle leggi che fa il Parlamento ma dalle “interpretazioni” che di queste dà il governo. Scene di sperimentazione fascista.
Lui, con la L maiuscola, come si addice ai Dux ed alla mussoliniana memoria che tanto piace a ministri come La Russa, quello pronto a tutto.
La “gioia” del cavaliere per averla spuntata su quello che giudica, comunque, un avversario, un comunista, dicevamo è durata poche ore. Forse neppure lui si aspettava una reazione così forte di un paese, di una società, che pensava di aver addormentato definitivamente. Sperava che la mancanza della informazione politica da lui decretata, con l’accucciarsi del direttore generale della Rai, quello che raccomandava il fratellino della compagna ai furbetti del “villaggino” (il Salaria sport village), dei consiglieri di maggioranza, evitasse la manifestazione di una protesta che cresce a valanga. Di una ribellione che nasce dalle viscere della democrazia, che può languire, morire anche, ma rinasce più forte di prima.

Dalla piazza al Parlamento, la mobilitazione per la Costituzione
In tutte le città italiane, grandi e piccole, i partiti dell’opposizione, del centrosinistra si trovano insieme a movimenti, associazioni, comitati che usano il web. Un tam tam che corre nelle nuove strade della comunicazione. Il popolo viola è presente ovunque, migliaia a Piazza Navona a Roma, centinaia di micropresidi, micro manifestazioni, in tutto il paese. Davanti a Montecitorio, a Palazzo Chigi, al Quirinale, i luoghi sfregiati dalla masnada berlusconiana. Un’onda possente, uno tsunami che non devasta, difende, costruisce. L’elenco è lunghissimo. Poi tutti insieme sabato 13, di nuovo a Piazza del Popolo, la piazza della Costituzione, da difendere, da salvare.
I vari “pezzi” che la destra di governo cerca di smontare, dai decreti interpretativi, agli attacchi all’articolo 18, alla libertà dell’informazione, si ricompongono nella Carta fondante la Repubblica democratica. Ma già il giorno prima lo sciopero generale proclamato dalla Cgil parlerà dei diritti, del lavoro, della cittadinanza, dell’articolo 18. Intanto da lunedì i gruppi parlamentari del Pd avviano il blocco dei lavori, una specie di ostruzionismo permanente.
E i sondaggi fanno tremare “papi”.Gli presentano numeri a getto continuo. E il suo umore diventa sempre più nero. Segno che la lotta, la mobilitazione paga.
Per quel poco che contiamo, noi ci siamo e ci saremo.



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- 11:23 -

UNA STRANA IDEA.........?



RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Sono cittadina di Ardea dal 1994 e ne ho viste veramente tante. Ero sicura che ci sarebbero stati grossi disagi e una certa riluttanza della popolazione verso questa giustissima causa della raccolta differenziata. Molti cittadini non erano a conoscenza dell'inizio della raccolta, perchè non erano stati informati porta a porta dell'evento e non erano stati forniti di istruzioni e di contenitori di plastica nè tantomeno dei sacchetti biodegradabili. Così la mattina di lunedì si sono visti sparire i bidoni dell'immondizia e hanno visto bene (anzi male) di buttare le loro buste in punti di raccolta volontari, vicino alla CONAD, vicino al Casale delle Mimose, vicino alla farmacia, ect. Altri, più ingegnosi, hanno portato la propria immondizia in altri comuni dove ancora non è in vigore la raccolta differenziata e dove hanno aggravato la situazione dei secchioni altrui (Torvaianica). Altri ancora, informatasi dell'inizio della raccolta, hanno diviso scrupolosamente la propria spazzatura, comprati i sacchetti biodegradabili (anche questi introvabili e cari: 15 sachetti 2,5 euro!!!) e speranzosi hanno depositato, come indicato, il proprio sacchetto fuori l'abitazione, tassativamente dalle 21 alle 24. La mattina però hanno avuto la sorpresa che nessuno era passato a ritirare la spazzatura e che qualche cane aveva fatto i propri bisogni sul secchio e che alcuni gatti avevano rotto la busta con il differenziato spargendone il contenuto a terra. Questi hanno telefonato al numero verde indicato che risultato costantemente occupato, quando poi nel pomeriggio finalmente libero hanno trovato una persona che freddamente ha detto di chiamare dalle 8 alle 13 (ma dove sta scritto???).
Ora, posso fare delle considerazioni personali per questa vicenda che testimonia come ad Ardea le cose non cambieranno mai e come il comune non sia in grado di informare correttamente e tempestivamente i cittadini. Sul sito del Comune ci sono anche informazioni errate ed incomplete.
A chi si deve rivolgere chi non ha ancora il secchio marrone per l'umido?
Perchè è indicato che le buste biodegradabili saranno consegnate ai cittadini dal centro anziani e invece questi non ne sanno nulla?
Dove sono i bidoni gialli per la banda stagnata?
Perchè non sono stati aumentati e non è stata indicata una mappa per l'ubicazione dei contenitori di carta-banda stagnata-vetro ?
Per chi abita in un condominio o residence dove deve depositare i sacchetti di spazzatura?
Le domande poste dai cittadini sono tantissime, ho voluto qui riassumere quelle più comuni.
Spero che dal Comune arrivino presto delle notizie e delle informazioni precise. Io comunque da domenica ho la spazzatura (differenziata) dentro casa e non so dove buttarla. Mi viene una strana idea in testa, quella di portarla sotto il Comune, così almeno il problema dei cittadini diverebbe un problema del Comune (come dovrebbe essere) e chissà se si accelererebbe la distribuzione di nuovi cassonetti e campane e se verrebbe controllato il lavoro di recupero porta a porta della spazzatura differenziata.

Come è bello vivere ad Ardea !!!!


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- 11:14 -

CICLO DI INCONTRI SCULTURA DEL 900

Manzù. L’Arte e il Territorio
programma trimestrale gennaio-febbraio-marzo 2010

12 marzo - Raccolta Manzù (Ardea, via Laurentina km 32) doppio appuntamento:


Scultura del Novecento
1937-1943 Gli anni del dissenso. Manzù e la Scuola Romana
ore 17,30
A cura di Marcella Cossu


L’Arte della Memoria
Una storia segreta: gli usi civici di Ardea
ore 18,30
A cura di Giosuè Auletta

Nell’ambito del programma trimestrale Manzù. L’Arte e il Territorio, e, più in particolare, del ciclo di incontri Scultura del Novecento, venerdì 12 marzo alle ore 17.30, conferenza di Marcella Cossu sui rapporti tra Giacomo Manzù e gli artisti della “Scuola Romana” nel decennio 1930-1940; si fa presente che nel prossimo calendario trimestrale di aprile-maggio-giugno 2010 verrà incluso un appuntamento presso il settore delle collezioni del primo novecento della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, per poter integrare con una visita guidata i contenuti degli incontri finora svolti.

Alle ore 18,30, per il ciclo L’Arte della Memoria, a cura di Giosuè Auletta, conferenza dal titolo: Una storia segreta: gli usi civici di Ardea, in prosieguo dell’incontro dedicato il 5 marzo alla figura di Giuseppe Fabrizi.


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07 marzo 2010 - 18:51 -

LETTERA APERTA AL SINDACO DI ARDEA






Ancora una volta, come ogni anno è arrivato l’8 marzo.
Presumiamo che, ancora una volta si sprecheranno le parole a favore delle donne, elogi, lusinghe, auguri, cioccolatini e mimosa, tanto è solo una giornata in 24 ore passa e poi tutto continua come prima, a volte anche peggio di prima. Le donne sono lì, sempre pronte a rimboccarsi le maniche perché una volta è per amore dei figli, un’altra per amore della famiglia, del marito , oppure per amore della società del proprio paese.
Ancora una volta 8 marzo, ma siamo stanche di parole, cioccolatini e mimose, quest’anno vogliamo iniziare a pretendere altro, il RISPETTO e la DIGNITA’ Si , il rispetto per noi e la DIGNITA’ per il ruolo che le donne occupano nella società.
Signor Sindaco, Lei guida una Giunta illegale, Lei ha dimenticato che esistono le donne nel comune di Ardea, infatti , malgrado lo Statuto comunale affermi che almeno il 40 per cento della Giunta deve essere rappresentato dal genere femminile, Lei Lei, malgrado vari rimpasti non è riuscito a nominare nemmeno una donna all’interno della Sua Giunta.
Siamo indignate e offese, per questo Suo atteggiamento che risulta essere sprezzante nei confronti delle cittadine di Ardea.
Lei sa benissimo che un ricorso al TAR che ci darebbe senz’altro ragione, ma considerando la grave crisi economica che molti nostri concittadini vivono, ci sembrerebbe uno spreco di denaro. Ma ci appelleremo a tutti gli istituti democratici preposti per far valere le nostre ragioni.
BUON 8 MARZO ARDEA !
Sinistra Ecologia Libertà–
Rifondazione Comunista
Partito socialista Italiano


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06 marzo 2010 - 08:15 -

UCCISA LA DEMOCRAZIA


ROMA (5 marzo) - Il decreto legge interpretativo messo a punto dal governo per risolvere il caos delle liste del Pdl alle regionali nel Lazio e in Lombardia è composto da tre articoli. Il primo, quello principale, contiene 5 commi, costituendo il cuore del provvedimento.

Il provvedimento, si legge nell'intestazione, è «finalizzato all'intepretazione autentica» delle norme per la presentazione dei candidati. In particolare, il decreto fissa il principio secondo il quale chi si trova all'interno degli uffici elettorali del tribunale è può provarlo, ha diritto di presentare liste. Norma questa da applicare per riammettere la lista provinciale del Pdl a Roma. «Il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste dei candidati - si legge nel provvedimento - è assicurato con il comprovato ingresso nei locali del competente tribunale o corte d'appello entro l'orario previsto, dei delegati incaricati delle apresentazione delle liste». Il decreto consentirebbe poi, secondo quanto previsto dall'ultimo comma del primo articolo, di presentare le liste a Roma il primo giorno non festivo, dopo la pubblicazione del provvedimento, vale a dire lunedì dalle 8 alle 16.

Quanto alla verifica delle liste, la veridicità delle firme e la regolarità della loro autenticazione non sono invalidate dalla presenza di irregolarità meramente formali, come la mancanza o non leggibilità del timbro di chi autentica, dei dati relativi alla sua qualifica, della data e del luogo. Questo passaggio
consentirebbe il rientro del listino di Roberto Formigoni.

Il secondo articolo inoltre accorcerebbe i tempi della campagna elettorale e il terzo e ultimo sarebbe relativo all'entrata in vigore.

«Il comma 1 del decreto fa riferimento a chi è in grado di provare in qualsiasi modo di essere all'interno del tribunale o della corte d'appello entro i termini: e noi tra le altre cose abbiamo una dichiarazione del Tribunale che attesta che c'eravamo. Per cui lunedì, come prevede il comma 4, già possiamo depositare le liste all' ufficio centrale circoscrizionale del Tribunale di Roma, dove normalmente si depositano e dove peraltro la nostra documentazione si trova già», ha spiegato il responsabile elettorale del Pdl, Ignazio Abrignani.


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05 marzo 2010 - 20:42 -




Maruccio sottolinea l’importanza delle aree naturali protette del Lazio

L’assessore regionale ai Lavori Pubblici: “Mi impegnerò affinché questo inestimabile patrimonio ambientale benefici di una gestione efficiente per la preservazione della biodiversità e la riqualificazione del territorio”

Roma – “Nel Lazio si contano 13 parchi regionali, 20 riserve naturali regionali, circa 8 monumenti naturali regionali, senza considerare i parchi nazionali, le riserve dello Stato e via dicendo. Questo inestimabile e variopinto patrimonio ambientale fa sì che la nostra sia una regione in cui si trova rappresentato più o meno il 50% della biodiversità presente in Italia. Bisogna considerare che l’esistenza di queste riserve naturali è fondamentale anche per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali. Evidenze statistiche testimoniano, per l’appunto, il contributo delle aree naturali protette allo sviluppo locale e rilevano come il patrimonio rurale venga di volta in volta valorizzato, riscoperto, inventato con la sollecitazione di questi siti. Detto altrimenti, le attività di tutela delle aree protette permettono di intervenire nei settori della conservazione dei beni culturali e paesaggistici, nel recupero delle tradizioni e delle identità locali, nei modelli di sviluppo socio-economico sostenibile. Da non dimenticare, infine, che il miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali favorisce la permanenza sul territorio delle popolazioni, in particolare di quelle giovanili e femminili”. È quanto sostiene, nella sua accurata analisi dei beni paesaggistici naturali e del territorio laziale, Vincenzo Maruccio, assessore regionale ai Lavori Pubblici.

“Per questi motivi – aggiunge esponendo i suoi propositi – mi impegnerò affinché le aree protette della nostra regione beneficino di una gestione efficace ed efficiente, per la preservazione della biodiversità e la riqualificazione del territorio con il coinvolgimento, a livello decisionale e operativo, dei residenti. Una riqualificazione che avrà come perno lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali tradizionali e la promozione dell’agriturismo e dell’eco-turismo. La collocazione all’interno dei parchi risulta, infatti, conveniente per la valorizzazione dell’immagine dell’azienda agricola e dei suoi prodotti, nonché per le potenzialità di vendita e consumo determinate dai flussi turistici. Sono altresì convinto che l’offerta agrituristica debba valorizzare la funzione ricreativa, sociale e culturale dell’azienda agricola, anche attraverso la riscoperta della cultura enogastronomica regionale”.

A conclusione del suo discorso, Vincenzo Maruccio, ricorda come la ‘Voce del verbo fare’ sia indispensabile “affinché il nostro sistema delle aree naturali regionali sostenga progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; favorisca l’occupazione e la formazione di figure professionali nel campo dei beni ambientali; supporti le comunità rurali per la creazione di musei e per il restauro di centri storici ed edifici di valore artistico e culturale; incrementi le capacità e le competenze dei locali per rispondere alle esigenze legate alla ricettività turistica”.


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- 19:32 -

LEGALITA' NEGLI APPALTI


Legalità negli appalti: una legge, una promessa e un punto di programma


SCRITTO DA VINCENZO MARUCCIO
Come può un amministratore pubblico dimostrare la sua efficienza in questo clima elettorale esasperato dai tentativi di riammissione ex lege di liste mai presentate o presentate male?
Il mio sforzo è quello costruire in questo spazio un dialogo su questioni di merito, quelle insomma che più interessano ai cittadini, perché la credibilità di un percorso politico si fonda sulla concretezza del fare.
Appunto. La prima cosa che farò, se sarò eletto, è concludere la nuova legge sugli appalti pubblici della Regione Lazio a cui ho lavorato fino allo scioglimento del Consiglio. Una legge contro i fenomeni di infiltrazioni mafiose e corruzione legati agli appalti pubblici che attende solo di essere portata in aula e approvata. Me ne sono occupato e voglio riprenderla lì dove l’ho lasciata, per evitare che si allenti la presa su un tema fondamentale come quello del rispetto delle regole in materia di appalti pubblici. Anche Emma Bonino è d’accordo e ha già scandito il suo sì su questo punto. Questa legge infatti combatte anche con forza il lavoro nero e gli incidenti sul lavoro, garantisce la massima sicurezza possibile nei cantieri e la totale trasparenza nell’affidamento delle gare.
Le politiche della legalità devono quindi tradursi in leggi ad hoc. Dico questo pensando anche di intervenire nella lotta alle organizzazioni criminali. In questo campo la Regione si è già mossa bene, stanziando nel bilancio 2009, 7 milioni di euro in 3 anni per il riutilizzo di beni confiscati alla malavita organizzata, che, com’è noto, si trova in difficoltà soprattutto quando le vengono sottratti i beni mobili e immobili utilizzati per finanziarie attività illecite.
Da qui la mia nuova proposta di programma: istituire per legge che tutti i beni confiscati alla criminalità siano consegnati allo sviluppo di attività sociali e culturali promosse da associazioni di giovani presenti sul territorio e riconosciute da appositi Albi Regionali.


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