Chi mette i lucchetti alle scuole
vuole criminalizzare il Comitato per la Scuola
Abbiamo ricevuto dal Comitato per la Scuola di Ardea la richiesta di pubblicare il seguente comunicato, che proponiamo integralmente senza alcuna variazione del testo originale.
Questa mattina, i cancelli della scuola Nuova Florida erano chiusi perché ignoti hanno apposto lucchetti per impedire l'accesso. Il Comitato per la Scuola è estraneo a tale iniziativa, condotta con l'esclusivo scopo di "criminalizzare" i genitori aderenti al Comitato che civilmente, dopo aver richiesto regolare autorizzazione alle forze di Polizia, stanno manifestando l'abbandono delle scuole di Ardea a Roma a P.zza Montecitorio.
Chi crede di riuscire a tenere nascosta la reale situazione di Ardea sappia che l'iniziativa è già stata presa in considerazione da numerosi organi di informazione radiotelevisiva nazionali (solo per fare quialche nome: Radio Capital - Gruppo La Repubblica, Oliviero Beha) e della carta stampata , che da questa mattina stanno parlando nei loro notiziari, ed in rubriche dedicate, della vergogna di Ardea.
Tante favole cominciano allo stesso modo, ma ne esiste una per la quale ancora non si conosce la conclusione. È la favola del depuratore di Ardea, attivato senza autorizzazione e sequestrato per aver raggiunto la portata massima prima ancora di ricevere la medesima autorizzazione.
Tutto era cominciato nell'estate 2002 quando, come quest'anno, numerosi cittadini notarono come dai canali che si riversano a mare giungessero nauseabondi miasmi e, la sera specialmente, comparissero (nel medesimo mare cantato da tanti poeti del passato e retoricamente cantato anche da tanti pseudo-poeti, pseudo-studiosi e pseudo-letterati di oggi) oscure macchie di liquami.
Il depuratore, più o meno di questi tempi, fu sequestrato dalla magistratura che impose un limite massimo alla portata. Da allora, più volte nei consigli comunali si propose l'adozione di marchingegni capaci di "ossigenare" la melma per aumentare la portata, ma mai venne proposto un serio progetto di ampliamento del depuratore esistente, oppure, un altrettanto serio progetto di costruzione di un nuovo complesso capace di sopperire alle richieste di trattamento dei liquami che si presentano ogni anno con la stagione estiva ed il conseguente aumento demografico stagionale.
Il risultato è l'ennesima inchiesta della magistratura, questa volta sull'operato di chi dovrebbe controllare la società concessionaria del servizio.
Da Il Messaggero del 21 agosto 2003 si viene così a sapere di un provvedimento per violazione di sigilli relativo al depuratore di Ardea che prevede l'obbligo di firma per il custode giudiziario presso la caserma dei Carabinieri di Ardea
L'articolo, firmato da Moira Di Mario, indica nella violazione dei sigilli, l'ipotesi di reato per la quale Fabio Nataloni, il custode giudiziario della Idrica, concessionaria del depuratore di Ardea, sarebbe obbligato a presentarsi due volte al giorno alla stazione dei Carabinieri per firmare i registri.
Nell'articolo si legge che nel depuratore sotto sequestro venivano scaricati più liquami rispetto ai 9.600 metri cubi al giorno per cui è stato realizzato, superando così il limite imposto dalla magistratura nell'estate del 2002.
L'articolo riporta una dichiarazione del titolare della Idrica, Ermanno Tagliaferro: «La Idrica ha più volte fatto presente che ad agosto probabilmente si sarebbero superati i 9.600 metri cubi di liquami. Abbiamo anche chiesto come risolvere il problema, ma nessuno ci ha indicato soluzioni. E visto che non possiamo impedire ai cittadini di utilizzare i servizi igienici, l'unica soluzione è quella adottata, ossia di installare nuovi macchinari per arrivare a 21 mila metri cubi, per cui la Provincia ha concesso l'autorizzazione, che stiamo ancora aspettando».
Una considerazione finale. Sul giornale si può leggere che gli investigatori tengono le bocche cucite perché le indagini sono ancora all'inizio, ma già nel tardo pomeriggio del 20 agosto si vociferava di un possibile arresto a carico di qualche esponente della società concessionaria.
Da utilizzatori di servizi che definire tali è un'offesa all'intelligenza dei molti residenti onesti e civili che pagano le tasse, speriamo che le indagini proseguano identificando tutti coloro che concorrono a mantenere Ardea nello stato di degrado e abbandono nel quale versa. Ciò aiuterà a dissipare il senso di frustrazione, insoddisfazione e delusione che affligge tanti cittadini di questo avamposto, alle porte di Roma, delle più svariate forme di abusivismo.
Oh grulli. L'è tutto 'a rifare!...
In data 5 agosto 2003, era stata inviata, da parte del funzionario dei servizi sociali Pina Di Napoli, una comunicazione urgente al Sindaco Roberta Ucci, al Consigliere Comunale Valtere Roviglioni, alla Giunta Comunale, al Presidente del Consiglio Comunale Alberto Sgrò ed al Responsabile dei Servizi Sociali ing. Bastianello.
in essa si affermava che nel corso del Consiglio Comunale di Ardea, tenutosi in data 01/07/2003, ignoti avevavo sostituito il capitolato speciale d'appalto traendo in inganno tutti i Consiglieri, i quali avevano approvato un atto falso.
Con inusitata rapidità si è corsi ai ripari per assicurare il servizio di assistenza domiciliare con una nuova gara.
E così, in un nuovo documento (disponibile in formato Acrobat PDF), si è chiesto al Consiglio Comunale di procedere alla revoca di quanto deliberato precedentemente, chiedendo, al contempo, anche indicazioni sul perfezionamento degli annullamenti degli atti di gara oltre che la riapertura di una ex-novo, affidando il servizio fino al 5 settembre 2003 alla ditta attuale.
Ormai, non ci sorprendiamo più di nulla, pur se una domanda rimane senza risposta, a dispetto del desiderio dei tanti che vorrebbero sentirla.
Ma questa amministrazione, con quale coraggio e faccia tosta continua a proporsi ai propri elettori come classe politica dirigente del Comune di Ardea?
Attendiamo fiduciosi l'inizio delle scuole dell'obbligo per portare finalmente i nostri bambini nelle classi fantasma del nuovo complesso scolastico in legno lamellare alla "macchiarella", oppure, tra la polvere ed i calcinacci della ristrutturazione dei garage al numero civico 20 di Via Pratica di Mare.