MI MANDA RAITRE: LE TOMBE "VASCA DA BAGNO" DI ARDEA!
Per chi ieri sera (5 novembre) non lo ha visto o non lo sapeva, "Mi Manda Rai Tre", la nota trasmissione televisiva condotta da Piero Marrazzo, si è occupata della vergogna delle tombe allagate nel cimitero "nuovo" di Ardea.
Impiegando una tecnica molto usata ad Ardea, è stato inviato, in rappresentanza dell'Amministrazione Comunale, il Dirigente dei Lavori Pubblici Romano Bastianello. Dopo qualche minuto di inutili giustificazioni, tirando in ballo strumentalmente anche l'impossibilità di effettuare allacci in fogna (a causa del sequestro giudiziario), il conduttore ha affermato che in trasmissione non doveva esserci lui, tanto più che alla fine ricopre solo un incarico assegnatogli da poco tempo, ma avrebbe dovuto esserci il sindaco!
Il Marrazzo non sapeva che quella di far esporre funzionari nominati da poco tempo è una tecnica molto in uso ad Ardea. In tal modo le responsabilità non sono mai di nessuno, o se si preferisce, molto più salomonicamente, sono di tutti.
Piero Marrazzo ha comunque capito che l'assenza del primo cittadino la dice lunga sul modo come si tiene conto dei molteplici problemi che affliggono i cittadini di Ardea.
Dal nostro punto di vista affermiamo in tutta franchezza che un Sindaco dovrebbe avere una visione chiara di tutto ciò che accade nella comunità della quale è a capo e non dovrebbe mai deludere i propri elettori...
Un bravo sindaco promette solo il possibile e non l'impossibile, così come, per onestà, ammette le proprie responsabilità ed i propri limiti evitando di nascondersi dietro prese di posizione "politiche", demagogiche e atteggiamenti che umiliano ed esasperano la cittadinanza.
Guardando la trasmissione “Mi Manda Rai Tre” mi sono vergognata di essere una cittadina di Ardea, paese da "Quinto mondo", rimasto indietro nel tempo vedi: “Medio Evo”.
Ma la vergogna è però subito sfociata in rabbia nel vedere il personaggio che il Sindaco, non avendo né il coraggio (strano: è un tipo cui piace mettersi in mostra ed atteggiarsi!) né logicamente sapendo cosa dire, ha “mandato avanti” a cercare di tamponare una delle tante vicende scabrose ormai all’ordine del giorno ad Ardea.
Ho assistito ai vari giri di parole: «è da marzo che mi occupo di questo caso» (ma il fatto non era successo nella primavera del 2002!?); «è una cosa ereditata dall’altra Amministrazione» (perché i morti vanno o meno rispettati secondo le varie Amministrazioni Comunali presenti al momento?); i vari “faremo”, «stiamo provvedendo per una rete di smaltimento acque meteoriche»: ma che c’entrano con le salme immerse nell’acqua?
Come al solito, questa amministrazione ha dimostrato presunzione e prosopopea nel credere che la gente sia talmente ottusa (evidentemente i componenti lo sanno benissimo cosa vuol dire! Si guardano allo specchio ogni mattina!) da credere a qualunque cosa venga loro detta.
Ho anche notato che il rappresentante, non ardeatino (quindi non vive la realtà cittadina, però viene pagato con i soldi degli “ardeatini”!) non ha minimamente provato a chiedere scusa a nome dell’amministrazione, ha cercato di far vedere solo quanto era stato colpito come uomo, nonno, etc. dall’accaduto e cercava chiaramente di arrampicarsi sugli specchi, dicendo e non dicendo, parlando e non parlando.
Infatti alle domande incalzanti del giornalista su cosa era stato fatto, su cosa si stava facendo, su cosa si sarebbe fatto, il “Dirigente” non sapeva cosa rispondere e menava il can per l’aia a vuoto. Bravissima la Signora a rispondere per lui: “Questo è il primo -intervento-!” Infatti essere stato spedito a fingere un interessamento è stato un piccolissimo passo avanti: chissà quanto è costato alle casse comunali? Cioè alle nostre tasche?
Non vorrei pensare che la prosopopea dell’Amministrazione Comunale considerasse tale fatto increscioso come un rispettare un vecchio detto: Bene o male, purché se ne parli! Si ma parlandone non è che si risolvano i problemi; i cittadini, ormai estenuati da bugie, beffe, e menefreghismo totale, sono ormai alla frutta e nutrono solo la speranza che qualcuno alla Provincia, alla Regione, prima o poi si accorga che esistono anche gli abitanti di Ardea, i quali non sono Figli di un Dio minore, ma anch’essi partecipano alla vita della collettività italiana (sempre che viviamo in Italia nel 2003 o nel Medio Evo!).
Ora attendiamo di vedere cosa faranno prima del prossimo intervento di Mi Manda Rai Tre!
Anch’io ieri sera ho assistito alla trasmissione televisiva di Marrazzo Mi Manda RaiTre .
I circa venti minuti di trasmissione di immagini, di interviste, sono stati minuti di vergogna a livello nazionale. Cittadini costretti ad andare in tv a denunciare pubblicamente quello che ormai sono stanchi di ripetere all’amministrazione comunale.
Negli ultimi due mesi ho letto, ascoltato e visto cittadini ardeatini che, esasperati dalle tante situazioni di malgoverno locale, si sono rivolti al Presidente della Repubblica, altri che hanno manifestato sotto Montecitorio, altri ancora che hanno scritto al Presidente della Camera, e poi ancora, una trasmissione radiofonica su un canale nazionale ed ora anche una televisiva.
Che vuol dire? Forse che i cittadini di Ardea hanno capito che qui se vuoi risolvere un problema devi farlo uscire dall’ambito locale, solo cosi’ (forse) puoi sperare che accada qualcosa, che ci sia una speranza di soluzione.
Ardea? Problemi? Mi viene allora in mente uno degli ultimi Consigli Comunali, svoltosi meno di un mese addietro.
Mi sorprese tantissimo l’intervento di un Consigliere, Morini credo che cosi’ si chiami. Questi presa la parola a difesa di amministrazione e Sindaco, del quale si discuteva nell’occasione la fiducia, ebbe a dire con un grande impeto, rivolto a pubblico e Consiglieri, che era ora di farla finita di parlare male di Ardea, che in fondo e’ pur sempre un “paese normale” con “problemi normali” anzi con i “problemi che tutti i comuni hanno“!
Vorrei chiedere al Consigliere, sperando vivamente che mi risponda, se ha visto la trasmissione e quale sensazione ne ha ricavato.
Ad Ardea abbiamo solo problemi eccezionali unici ed enormi, e se un Consigliere fa certe affermazioni vuol dire che non solo dimostra di non volersi adoperare per risolverli, ma, cosa ancora peggiore, che non si rende neanche conto di cio’ che lo circonda. E allora e’ piu’ corretto dimettersi.
Se poi invece sono “problemi normali” per una citta’ di oltre 30 mila abitanti la mancanza di fogne, il depuratore sotto sequestro, il cimitero allagato, la mancanza di scuole, di strutture sanitarie, di rete stradale decente, di illuminazione pubblica sufficiente, di un servizio di trasporti degno, una caserma dei carabinieri ed uffici comunali sotto sequestro, eccetera, eccetera … Beh, allora sono io che non ho capito nulla e, in tal caso, chiedo scusa .
LA PRIMA VOLTA NE ABBIAMO PARLATO NEL MARZO 2003
Ricevuto il giorno 11/03/03 alle 23:34 da CHIUMINO
Caro signor Sindaco
Nel leggere la prima pagina di un giornale locale, vedo con piacere che lei è molto soddisfatta di aver rimpiazzato gli assessori con altra gente, così la crisi del Comune è scongiurata grazie alla sua abilità. Io purtroppo ancora vivente, non sono altrettanto soddisfatto dell'atteggiamento da menefreghista e menzognero nei riguardi del Cimitero "NUOVO" di Ardea. Lei doveva mendare un telegramma alle famiglie... Per far effettuare una verifica sul reale stato delle tombe a terra. Noi stiamo ancora aspettando, per fortuna c'è la giustizia ordinaria dei Tribunali dello Stato Italiano, che ancora funziona e applica la legge. Quel cimitero è stato costruito in una palude, ma questo non è il problema: anche Venezia... Il problema è come è stato costruito, sono state fatte delle ignobili vasche da bagno. Così i nostri poveri morti giacciono a bagno-maria, io li ho un figlio. Quando venne a visitare la tomba di mio figlio perché non si è portata un fotografo? così avrebbe mostrato la sua sensibilità. Lei è credente a sua convenienza, quello che è successo nel Comune di Ardea rimarrà negli annali e nel Guinness dei primati dell'orrore. Io vado al cimitero tutti i giorni, perché li abita mio figlio. C'è solo l'incuria dei pubblici uffici nella progettazione e costruzione di quelle tombe a terra ALLAGATE, tanto a che serve fare le cose per bene, chi ci va è morto, ma quei morti vivono nel cuore della gente, quelle persone sono state, madri padri e figli. Il Comune mi ha dato una concessione di una tomba pagata in contanti. Mio figlio ha dovuto morire a 29 anni e non c'è stato santo che lo ha salvato, i suoi genitori hanno fatto quello che potevano per stare un domani tutti insieme e ricompattare la famiglia che eravamo, e stare nel BAGNATO. Questo grazie all'incompetenza, al menefreghismo, alla faciloneria, dei bravi AMMINISTRATORI DI ARDEA CHE HANNO PERMESSO QUESTO.
Lei è credente e crede nella giustizia divina, speriamo che ci sia, e dia il giusto castigo, io credo molto nella giustizia dei giudici dei Tribunali della Repubblica Italiana