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Ci scusiamo con i visitatori, in particolare con coloro che avendoci inviato messaggi non hanno ricevuto risposta.
Servizio trasporto
messaggio inviato da Antonio La Porta il 3 febbraio 2004 alle ore 10:15:45
Anche questa mattina 03/02 la linea n.2 (fermata Via Verona,31) non è passato (e non è la prima volta) lasciando i ragazzi al freddo dalle 07,45 alle 08,45 quando è passato un autobus della linea 3 a raccoglierli. E' POSSIBILE CHE SUCCEDA UNA TALE COSA???
Ci chiediamo anche noi se sia possibile che ancora accada ciò, ma rimaniamo ancora più esterrefatti in considerazione di alcune voci circolate circa un supposto "ostruzionismo" operato nei confronti del consorzio Motus vincitore della gara per il trasporto scolastico.
Sembrerebbe che fin dai primi giorni di attività (non sappiamo da chi) agli autisti siano state negate le piantine per identificare correttamente i percorsi, al punto che la Motus abbia appositamente istituito una corsa con il compito di recuperare gli alunni e studenti non raccolti a seguito della confusione creata ad arte.
Questa è Ardea. Qualcuno è tanto stufo di questa situazione da esclamare "BastArdea"!
Forse la medesima esclamazione sarà stata pronunciata dai collaboratori coordinati e continuativi che da anni lavoravano per il Comune e per i quali il commissario prefettizio ha chiesto la revoca del contratto, decretandone il licenziamento. E pensare che l'ex amministrazione comunale il 18 dicembre aveva prorogato il mandato. Una proroga "illegittima" secondo il commissario prefettizio.
ITALIA PAESE SMARRITO?
Il RAPPORTO ITALIA 2004 di Eurispes disegna un quadro molto pessimistico della condizione delle famiglie italiane: carovita insostenibile, sfiducia nel futuro, smarrimento. Le famiglie italiane a rischio serio di povertà sarebbero in aumento.
Nel biennio 2001-2003 la perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni è stata pari al 19,7% per gli impiegati, al 16% per gli operai, al 15,4% per i dirigenti e al 13,3% per i quadri. Il 51,2% delle famiglie utilizza i risparmi accumulati in precedenza per arrivare a fine mese.
L'aumento dei prezzi ha eroso in questi ultimi due anni il potere d'acquisto di una larga fascia di cittadini, tanto che i ceti medi, "spina dorsale del Paese", sono oggi a forte rischio di proletarizzazione. "La società - ha spiegato il presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara - è divisa in tre terzi: un terzo di supergarantiti che si possono permettere di comprare prodotti di lusso, un terzo di poveri, costretti a ripensare le proprie abitudini di consumo, e un terzo identificabile con il ceto medio che fa ormai i conti con la calcolatrice".
Nel 2002, è aumentata solo la spesa per i generi alimentari, che si attesta sui 425 euro mensili contro i 404 del 2000. Un incremento si registra anche in quei beni e servizi indispensabili: abitazione (+1,4%) e servizi sanitari e per la salute (+0,1%). Ma la spesa destinata ad altri beni ha subito una contrazione generalizzata: abbigliamento e calzature (-0,2%), arredamenti e servizi per la casa (-0,5%), trasporti (-0,3%) e tempo libero (-0,2%). L'Italia dedica appena lo 0,9% della ricchezza nazionale alle politiche familiari. Solo la Spagna, nell'Unione, sta peggio di noi con lo 0,4%. Danimarca al primo posto con il 3,8%, segue la Svezia con il 3,5%, la Finlandia e Lussemburgo con il 3,4%.
Per l'istituto di ricerca l'arrivo del primo figlio comporta mediamente una diminuzione del reddito a disposizione tra il 18% e il 45% ed una spesa aggiuntiva compresa tra i 500 e gli 800 euro. Per quanto riguarda i sussidi indiretti, "l'insufficienza" delle detrazioni fiscali in vigore nel nostro paese è evidente nel confronto con Francia e Germania: per una famiglia con due figli a carico ed un reddito complessivo di 30 mila euro il risparmio d'imposta previsto è di poco più di 500 euro in Italia, di 3.000 in Francia e di 6.000 in Germania. Per l'assistenza sociale, a fronte di un fabbisogno stimato in circa 15 miliardi di euro l'anno, oggi l'Italia spende circa 6,5 miliardi di euro.
L'evasione fiscale connessa al sommerso è salita nel 2002 a 129 miliardi, e crescerà ancora nel prossimo biennio oltre i 130 miliardi di euro. L'istituto di studi ha denunciato un numero di lavoratori in nero superiore ai 5,6 milioni. Con un'incidenza sul PIL di circa il 27%, cioé di oltre un quarto dell'economia ufficiale, il nostro paese conquista così, subito dietro alla Grecia, il top della classifica tra i principali paesi industrializzati. L'economia in nero supera in quota percentuale di tre volte quella degli Stati Uniti e della Svizzera ed è nettamente superiore alla media Ocse del 16,7%. Ai conti ufficiali sfugge anche chi esercita un'attività in nero non rilevata (circa 500.000 persone) e chi non "sente" il proprio lavoro autonomo come occupazione ed evita di denunciarlo (circa 450.000 persone). Il totale si aggirerebbe quindi sui 5,65 milioni di lavoratori.
L'Italia è scivolata al 41° posto nella classifica mondiale del 2003 dei paesi economicamente più competitivi. Nel Rapporto Italia 2004 l'Eurispes sottolinea come l'industria italiana "continui a produrre beni poco innovativi e a scarso contenuto tecnologico", che difficilmente possono competere sul mercato internazionale. Nel triennio 2002-2003 l'istituto di studi denuncia "sensibili diminuzioni" in alcuni dei settori traino del made in Italy: cuoio e pelli (-15,9 punti), macchine elettriche (-18,5), mezzi di trasporto (-17,9) e tessile (-10). E l'andamento non è affatto positivo neanche per le esportazioni. Secondo gli ultimi dati, infatti, l'export è diminuito del 2,8% in valore e dello 0,9% in quantità, facendo registrare una nuova flessione della quota italiana sulle esportazioni mondiali (dal 4% al 3,9%). "Il futuro della nostra economia - ha affermato il presidente dell'Istituto Gian Maria Fara - non si costruisce alimentando derive protezionistiche o irrazionali paure dell'arrivo dei cinesi, ma potenziando la qualità e l'immagine della nostra produzione". Da parte loro, lamenta però l'istituto, i responsabili della politica economica "producono per lo più risposte di breve periodo, rinunciando a interventi di carattere strutturale".
[CACAOELEFANTE]
Il quotidiano delle buone notizie comiche (dall'edizione del 6 febbraio 2004)
L'essenziale delle notizie è sempre vero
Si ringrazia CacaoElefante per l'autorizzazione alla pubblicazione delle notizie.
Legge Gasparri
Pubblichiamo l'elenco degli assenti alla votazione della legge Gasparri (ritornata al Senato perché modificata).
Nel centrodestra, secondo quanto riportato da Repubblica, sarebbero stati assenti:
4 rappresentanti su 176 di Forza Italia (2,3%),
10 su 96 di Alleanza Nazionale (10% circa),
6 su 38 dell'UDC (16%)
2 su 29 della Lega (7%).
Nel centrosinistra:
7 assenti su 136 dei DS (5%),
6 su 76 della Margherita (7%),
4 su 10 dell'UDEUR (40%),
3 su 9 dello SDI (33%),
1 su 11 di Rifondazione comunista (Bertinotti!),
1 su 7 dei Verdi (Pecoraro Scanio!),
3 su 10 del PDCI (33%).
Altre fonti riportano invece che nel PDCI fossero assenti 5 su 10 (50%) e nell'UDEUR 7 su 10 (70%!!!).
Tangentopoli La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato le condanne inflitte a Duilio Poggiolini (ex direttore generale del servizio farmaci del Ministero della Sanità) e moglie, nell'ambito dell'inchiesta Tangentopoli. Poggiolini è stato riconosciuto colpevole di aver ricevuto tangenti dalle ditte farmaceutiche. In casa gli trovarono diversi lingotti d'oro e un puff pieno di soldi.
Sono stati rispettivamente condannati a 4 anni e 4 mesi e 1 anno e 10 mesi. (Fonte: Repubblica)
Discariche abusive e natura
Questi gli obiettivi delle eco-denunce fatte al numero verde (800-253608) del Comando Carabinieri Tutela Ambiente, nel 2003.
Su 534 denunce ambientali, 132 hanno riguardato le discariche abusive, 101 la natura (flora e fauna), 72 l' inquinamento atmosferico, 71 il degrado marino, 55 l'abusivismo edilizio, 52 l'inquinamento fognario, 24 il rumore. Depuratori pubblici e incendi hanno riguardato 11 segnalazioni a testa, 4 per l'elettrosmog.
La maggior parte delle segnalazioni ha condotto a esiti positivi. (Fonte: Ansa)
CACAO SALUTE
Stando alle statistiche del Ministero della Salute, in Italia, una persona su quattro soffre di bruciore allo stomaco. Si sa che siamo un popolo di focosi... (Fonte: Ansa)
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