LE RESPONSABILITÀ DEL DEPURATORE.

Lo scambio reciproco di accuse tra il Circolo di Ardea del Partito della Rifondazione Comunista e il presidente del Consorzio Colle Romito, ci costringe a ripercorrere le tappe che hanno provocato il sequestro della portata del depuratore di Via Bergamo..

Per il sig. Romano Catini, presidente del Consorzio Colle Romito, secondo un messaggio inviato nella sezione "Opinioni dei cittadini", le colpe possono essere ricondotte esclusivamente a "Rifondazione Comunista", ma una lettura attenta dei fatti ci permette di poter dichiarare in tutta tranquillità che probabilmente le colpe del blocco degli allacci, compresi quelli dei residenti di Colle Romito, possono essere ricondotte ad altri.

Riteniamo doveroso ricostruire per sommi capi la storia del blocco degli allacci in fogna dei quali sono vittima anche i residenti di Colle Romito.




ESTATE 2002
La storia inizia nell'estate del 2002, quando il litorale tra Tor S; Lorenzo e Marina di Ardea, si caratterizza per lo sgradevole odore di fogna, segno evidente del malfunzionamento del depuratore. Un depuratore entrato in funzione nel 2000 per il quale, già a luglio 2002, la concessionaria del servizio ha deciso il blocco degli allacci.

OTTOBRE 2002
Una decisione dapprima ritenuta sorprendente, ma per la quale esiste una ragione ben precisa che viene alla ribalta sulla stampa locale tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre del 2002: la mancanza dell'autorizzazione all'esercizio dell'impianto, ottenuta solo nel luglio 2002.
In una lettera, inviata a Ministero dell'Ambiente, Regione, Provincia di Roma, Comune di Ardea e Procura della Repubblica di Velletri, sulla base di accertamenti condotti dalla polizia municipale di Ardea, del servizio ispettivo Arpa Lazio, della Capitaneria di Porto di Torvaianica, e della polizia provinciale, si rende noto che: ''la società Idrica, la quale gestisce il depuratore e la rete fognante del Comune di Ardea, risulta sprovvista della prescritta autorizzazione allo scarico da rilasciarsi alla Provincia di Roma a norma dell'articolo 45 del decreto legislativo 11/5/1999 numero 152".
Dopo le azioni necessarie a permettere di poter continuare ad impiegare il depuratore (capace di trattare lo smaltimento di liquami per 60.000 abitanti equivalenti mentre Ardea ospita poco più di 30.000 residenti) e gli accordi tra la giunta Ucci (centro-destra) ed il presidente della provincia Moffa (centro-destra), l'argomento sembra essere chiuso fino a dicembre 2002.

DICEMBRE 2002
A fine anno, la giunta provinciale approva un finanziamento di 3.600.000,00 Euro relativo agli adeguamenti ed agli ampliamenti dei depuratori di 16 comuni della provincia di Roma. Le opere previste dallo stanziamento comprendono dal pretrattamento dei liquami all'essiccamento dei fanghi, alla sostituzione delle apparecchiature, all'ampliamento degli impianti. Stranamente, la Provincia inserisce Ardea in tutte le voci che interessano il finanziamento, tranne che in quella relativa al potenziamento del depuratore di via Bergamo, già evidentemente considerato prossimo alla saturazione.
Fatto ancora più sorprendente, secondo quanto dichiarato all'epoca dal consigliere capogruppo della Margherita (e quindi all'opposizione) Antonino Abate: "in Comune nessuno, neppure il sindaco, sapeva dell'esistenza della delibera della giunta di Palazzo Valentini. È quanto meno singolare che due amministrazioni di centro destra, quella provinciale e l'altra comunale, non dialoghino su problemi così importanti".

MARZO 2003
Il tempo passa fino a quando, il 12 marzo 2003, su indicazioni provenienti dal servizio ispettivo Arpa Lazio, dalla Capitaneria di Porto di Torvaianica e dalla stessa polizia municipale di Ardea, la Procura della Repubblica di Velletri procede al sequestro della portata del depuratore, poichè nel medesimo confluiscono troppi liquami rispetto alla sua portata. A porre i sigilli sono la polizia municipale, la Capitaneria di porto di Torvaianica, le guardie provinciali e gli esperti dell'Arpa Lazio che denunciano a piede libero l'amministratore dell'Idrica con l'ipotesi di danno ambientale e inquinamento marino.
Nella medesima occasione sono sequestrati due autospurgo del Comune usati per prelevare e smaltire i liquami dei cittadini non allacciati al depuratore. Peccato che la società incaricata del servizio, secondo quanto riportato da Il Messaggero del 13 marzo: «invece di smaltire i liquami secondo le normative - spiega la Capinateria di Roma-Fiumicino - li versava nell'impianto, aumentando il carico di lavoro [...] Il sequestro è previsto con facoltà d'uso - aggiunge la Guardia costiera - ovvero può continuare ad esercitare, ma senza superare il carico di 60 mila residenti per cui è stato progettato. L'indagine ha appurato che l'impianto aveva un'attività sovradimensionata soprattutto d'estate e questo avrebbe provocato l'inquinamento marino».
In occasione del sequestro, il sindaco Ucci annuncia che per l'estate il problema sarà risolto con la riattivazione del vecchio impianto di Tor San Lorenzo che spara direttamente a mare i liquami dopo averli trattati.

MAGGIO 2003
Da questo momento inizia una serie di convocazioni del Consiglio Comunale con all'ordine del giorno sempre il medesimo punto di discussione: l'ampliamento del depuratore di Via Bergamo. Sebbene fin dal giugno del 2001 sia disponibile un progetto di ampliamento del depuratore in grado di rispondere alle esigenze dell'accrescimento abitativo, vengono prese in considerazione le ipotesi più suggestive, tra le quali l'adozione di un dispositivo di "ossigenazione" dei liquami (flottatore) che frutterebbe all'Idrica 850.000,00 Euro Una Tantum e 50.000,00 Euro all'anno per la gestione poiché il dispositivo costituirebbe un onere di gestione "straordinario".
Dal 7 al 20 maggio si susseguono una serie di convocazioni del Consiglio Comunale con all'ordine del giorno l'ampliamento del depuratore, ma per mancanza di numero legale (16 consiglieri su 20 rappresentano la maggioranza) il Consiglio non si effettua.
Il 19 maggio la società Idrica invia un documento al comune nel quale declina ogni responsabilità in merito al raggiungimento del limite massimo di portata del depuratore.
Il 25 e 26 maggio 2003 si svolgono le elezioni amministrative che vedono l'insediamento della giunta provinciale presieduta da Gasbarra.

GIUGNO 2003
Il 25 giugno, a fronte di un'istanza di dissequestro avanzata presso il Tribunale di Velletri, il medesimo risponde precisando che va: «... tenuto fermo il precedente provvedimento concernente la capacità depurativa autorizzata e che d'altro canto, nessun atto può essere adottato da questo Ufficio e da codesto G.I.P. relativamente ai deliberati lavori di potenziamento del depuratore».

SETTEMBRE 2003
In seguito all'apertura di alcune aule scolastiche in un edificio in parte abusivo, il 25 settembre 2003, la trasmissione radiofonica "La Radio a Colori" trasmessa su RAI RadioUno si occupa dell'argomento depuratore in un confronto tra il sindaco Ucci e Lucio Dubaldo, capo di gabinetto della Provincia di Roma. Si discute dell'allaccio in fogna delle pseudo-aule di Via Pratica di Mare per le quali la Provincia non può assumersi la responsabilità di autorizzare un nuovo allaccio. Tale azione sarebbe in contrasto con le disposizioni del Tribunale di Velletri creando un pericoloso precedente.

OTTOBRE 2003
Con una scomposta serie di azioni, la giunta comunale accusa a più riprese la Provincia; in un documento la Provincia spiega le ragioni della necessaria richiesta di una nuova autorizzazione per l'eventuale ampliameno della portata del depuratore ed invita l'amministrazione comunale a compiere una serie di passi indipendenti dall'operato della giunta provinciale, passi indispensabili per eventualmente procedere allo sblocco della situazione.
Il documento, inviato anche al Prefetto Serra sortisce l'interessamento di quest'ultimo che chiede maggiori delucidazioni.
La risposta giunge direttamente dalla Vicepresidenza della Provincia di Roma. I fatti successivi sono storia recente e vedono la caduta della giunta Ucci con la conseguente nomina del Commissario Straordinario.



Affermare che Rifondazione Comunista sia responsabile del mancato allaccio alla rete fognaria dei residenti di Colle Romito ci sembra fuorviante e frutto di una teoria che non tiene in nessun conto l'anomalo comportamento delle due ultime giunte di centro-destra che hanno governato Ardea.

Vogliamo credere che il signor Catini non abbia seguito da vicino tutta la vicenda partecipando ai Consigli Comunali e/o non fosse a conoscenza dei fatti. Quanto al fatto che il depuratore sarà, come afferma, il "Convitato di Pietra" della prossima campagna elettorale non abbiamo dubbi.

Sono troppi gli interessi (primi fra tutti quelli dei costruttori) che orbitano intorno all'ampliamento del depuratore perchè esso non diventi l'oggetto principale della battaglia politica.

Intanto, come a tutti i cittadini di Ardea, gli consigliamo di partecipare all'incontro/dibattito organizzato proprio da Rifondazione Comunista alle ore 18:00 di martedì 30 marzo presso il "B" Palace al Km 19.600 del Lungomare degli Ardeatini a Marina di Ardea.

Il tema, forse è inutile dirlo, sarà proprio il depuratore di Via Bergamo tra gli innegabili risvolti relativi a moralità, legalità e più in generale, gestione dei servizi.



HANNO RIEMPITO LA VORAGINE...

messaggio inviato il 23 marzo 2004 alle ore 23:10:28 da Massimo Truscelli


Volevo solo mettervi a conoscenza del fatto che, sarà un caso, o forse qualcuno legge questo sito, dopo la segnalazione della grossa buca di Via Pavia, questa sera tornando a casa ho avuto la piacevole sorpresa di ritrovarla "tappata" con un po' di asfalto.

Non sarà il massimo, ma almeno non spaccherò gomme e cerchioni, o, peggio, qualcuno non mi verrà addosso intento a schivare la voragine con la propria vettura.

Grazie e continuate così...




È TEMPO DI ELEZIONI...

Comunicazione del gruppo donne Rifondazione Comunista.

Messaggio ricevuto lunedì, 22 marzo 2004 alle ore 14:36 da Barbara Tamanti



È tempo di elezioni, inizia la primavera, e proprio come i fiori mai come in questo periodo si vedono sbocciare nomi e volti nuovi (e vecchi), è un fiorire di liste, personaggi che si propongono candidati a guidare questo comune.

Il cittadino ignaro non sa dove guardare, di chi fidarsi, a chi e cosa credere. Ma la soluzione è semplice, basta guardare indietro e ripercorrere quella che è la storia politica di Ardea.

Dove erano alcuni dei candidati? Quali gli schieramenti a cui appartenevano? Diffidate di coloro che oscillano da un partito all'altro (non sono credibili), diffidate di quelli che non hanno svolto il loro ruolo a pieno nel consiglio comunale (non sono affidabili), diffidate di chi ha promesso e non ha mantenuto (non è onesto).

A questo punto,tirare le somme diventa molto semplice anche per il cittadino più ignaro.

C'era una maggioranza che ha disatteso tutte le aspettative, e c'era un opposizione che ha lavorato tanto e bene, e senza riserve, chi ha seguito la storia non può negarlo!

Basta fermarsi a riflettere e appare chiaro che l'orientamento giusto è quello della sinistra, che dai banchi dell'opposizione ha instancabilmente difeso i diritti dei cittadini più onesti, più indifesi, di coloro che pagano le tasse, vanno a lavorare e mandano i figli a scuola comunale, una scuola dove c'è tanto da fare!

Oggi ci si propone una scelta, un'occasione per cambiare le carte, andremo a decidere le persone che porteranno "in comune" i nostri problemi, oggi non possiamo e non dobbiamo sbagliare!

Valtere Roviglioni potrebbe essere il nuovo sindaco, ma questo dipende anche da te!


Gruppo donne della Rifondazione Comunista









Google
in Internet  nel sito

Link

       Scuola Story
       Offerte Lavoro
       Tutte le strade...
       Governo Partecipato
       Speciale ADSL

Powered by Blogger


[FeedBurner Powered]

Istruzioni RSS





Due tre click al giorno levano il regime di torno

Basta! Parlamento pulito

I Partiti Puliti!



virus scan

© 2003/2007 - www.ardea-online.org -