Messaggio inviato da Umby
alle ore 15:16:24 del 5 aprile 2004.
Una guerra dimenticata da 18 anni
Due mesi fa abbiamo lanciato in rete un appello alla comunità internazionale per un intervento che ponga fine alla tragedia dell'Uganda, un paese da 18 anni in preda ad una terribile guerra civile che ha causato finora oltre 100.000 morti, due milioni di sfollati e almeno 20.000 bambini rapiti, violentati o costretti a combattere.
Ogni giorno il cosiddetto Esercito di Liberazione del Signore (LRA), guidato da Joseph Kony, commette massacri, torture di civili e rapimenti di bambini e bambine, destinati a diventare soldati e schiave. I bambini-soldato vengono usati come carne da macello, drogati, violentati, costretti ad assassinare i loro familiari e coetanei.
In Uganda «La situazione umanitaria è peggiore di quella in Iraq: non c'è nessun altro posto al mondo con un'emergenza di questo livello, che richiama così poco l'attenzione internazionale» ha dichiarato alcuni mesi fa Jan Egeland, vicesegretario generale dell'Onu. A questa presa di posizione non è ancora seguita alcuna iniziativa da parte della comunità internazionale, mentre i missionari Comboniani da mesi chiedono inutilmente l'invio dei Caschi Blu per difendere la popolazione civile.
La terra ugandese è stanca di bere sangue, per questo ci siamo appellati al Parlamento e al governo italiano, al Parlamento e ai governi d'Europa e alla comunità internazionale per porre fine a questa follia. Chiediamo la presenza attiva dell'ONU per salvare la vita di molte persone e dare inizio a un processo di pace.
Abbiamo raccolto migliaia di firme da tutto il mondo, scritto ai principali quotidiani italiani e pubblicato l'appello su molti di essi. Nonostante tutti questi sforzi il Governo italiano, preso da ben altre priorità, non trova il tempo di occuparsi del problema. Sorprende che i fautori delle "guerre umanitarie" e coloro che si dicono impegnati ad esportare la democrazia nel mondo si disinteressino completamente di una tragedia delle proporzioni di quella ugandese, certamente non inferiore a quella irachena per gravità e atrocità. Per questo insistiamo nella nostra campagna e rilanciamo con forza il nostro appello.
Aiutateci a diffonderlo e aderite inviando nome, cognome e città
all'indirizzo paceperluganda@yahoo.it
CONTRIBUTO ALLA CHIAREZZA
Riceviamo dal Segretario del Direttivo del Comitato di Quartiere "Nuova Florida" il seguente messaggio che pubblichiamo integralmente.
Il medesimo messaggio è disponibile anche nella sezione "Opinioni dai cittadini".
Messaggio inviato da Rita Serino alle 23:29 del 2 aprile 2004.
Alla cortese attenzione del Sito Ardea on-line
Il Comitato di Quartiere (C.d.Q.) della Nuova Florida ha lungamente riflettuto sulle notizie apparse sul sito Ardea-online.org e dopo un confronto tra i componenti del Direttivo neo-eletto, ha ritenuto opportuno esprimere alcune considerazioni al solo scopo di fare chiarezza e verificare la possibilità di proseguire una proficua interlocuzione con il Sito in quanto luogo e veicolo di discussione e informazione della città.
In primo luogo intendiamo esprimere l'amarezza e il disappunto per la negatività con cui si è voluta rappresentare la sospensione della manifestazione pubblica del 27 marzo 2004, autonomamente e liberamente indetta dal C.d.Q., attraverso l'Assemblea dei propri iscritti.
Rappresentando in modo caricaturale una logica, lineare e responsabile decisione, senza verificarne le ragioni con chi l'ha assunta, si è scelto di fare disinformazione accattivante, a scapito della qualità e serietà. Una tale scelta produce in poco tempo distacco dei visitatori del sito, indebolimento dello strumento informativo rendendolo inefficace.
Il sito Ardea-online.org può divenire un luogo importante dove far transitare notizie, iniziative, atti che riguardano gli interessi diretti dei cittadini e per questa via, sollecitare le persone alla partecipazione attiva e consapevole della vita sociale della città.
Da parte del C.d.Q. non vi è alcuna riserva verso Ardea-online.org, ma unicamente un sentimento di delusione per aver constatato un grave limite "professionale" con cui è stata svolta la delicata funzione dell'informazione.
Il C.d.Q. è, per antonomasia, luogo aperto, democratico vocato a promuovere partecipazione democratica da finalizzare a civiche battaglie di progresso in favore di una determinata comunità.
In questo quadro la nostra disponibilità al confronto, anche serrato e critico di ogni nostro atto, con soggetti terzi operanti nel territorio, non può che essere una delle naturali prerogative.
Tuttavia, per evitare oziose diatribe verbali o epistolari, tra noi, soggetti singoli o associazioni che agiscono nel territorio, è ferma la nostra contrarietà a rincorrere coloro che hanno come principale scopo della loro missione, quella della sterile e insulsa polemica. Un esercizio che nel tempo ha prodotto danni ingenti al nostro sistema democratico.
Nel merito riteniamo doveroso precisare:
il credito o il discredito del C.d.Q. è misurabile periodicamente al proprio interno, mediante l'espletamento di assemblee degli iscritti e l'elezione annuale delle cariche esecutive (ogni dodici mesi viene eletto il Direttivo composto da 7 persone che a loro volta eleggono il Presidente e il Segretario), mentre all'esterno sono altri i parametri con cui meritarsi il credito:
autonomia dalla politica-partitica ed altri soggetti similari;
autonomia progettuale e decisionale;
capacità relazionale con altre Associazioni e rispetto reciproco dei ruoli e prerogative di ognuno;
acquisire rispetto (non assenso) da parte delle Pubbliche Istituzioni nella chiarezza dei ruoli e delle funzioni;
essere equidistanti e disincantati dalla colorazione politica delle Giunte che governano le Istituzioni Locali (Comune, Provincia, Regione);
restare al merito dei problemi ogni qualvolta s'intende criticare, contestare, contrastare decisioni pubbliche o private che confliggono con gli interessi del Quartiere e dei suoi Residenti;
le decisioni assunte dal C.d.Q. e i suoi eventuali aggiornamenti (la manifestazione del 27 marzo e la parziale sospensione, poiché in sostituzione del corteo è stato fatto un sit-in, sono decisioni assunte unicamente dal C.d.Q.), non pregiudicano la futura capacità propulsiva, se assunte nella chiarezza e la partecipazione dei cittadini, né possono minimamente scalfire la credibilità di altre Associazioni non coinvolte nella circostanza. Sostenere il contrario appare grossolanamente specioso e speculativo;
l'Assemblea degli aderenti al C.d.Q. del 21 marzo scorso, ha dato mandato al Direttivo di scrivere al Prefetto di Roma per rappresentare l'indisponibilità del Commissario ad incontrare il C.d.Q. come da impegno assunto in precedenza e di indire una manifestazione pubblica per:
stigmatizzare l'atteggiamento del Commissario già richiamato;
realizzare un incontro per verificare la rispondenza degli orientamenti di spesa per il 2004 con i problemi prioritari del quartiere (viabilità, scuola, illuminazione, depuratore ecc.).
Come nel più classico dei casi che soventemente si verifica in un contesto democratico, la lettera e l'annuncio della manifestazione di protesta, hanno prodotto il risultato sperato.
Giovedì 25 marzo siamo stati convocati dal Commissario per il giorno seguente e, sebbene l'invito sia giunto a soli due giorni dalla data della manifestazione, abbiamo ritenuto sensato accoglierlo, valutando la sostanza e non la forma.
Il 26 marzo si è svolto l'incontro e dallo stesso sono emerse alcune convergenze tra gli orientamenti di spesa che il Commissario intende considerare per la definizione del Piano revisionale 2004 e i problemi da noi indicati come priorità sulle quali intervenire (viabilità, scuola, illuminazione, depuratore ecc.).
Inoltre abbiamo acquisito l'impegno del Commissario per un nuovo incontro da realizzare nel mese di aprile e comunque prima della definizione del Bilancio preventivo di spesa.
Quest'ultimo sarà l'occasione per verificare nel merito la reale rispondenza e l'attenzione riservata ai bisogni da noi posti, i criteri seguiti per ripartire le disponibilità economiche e i relativi interventi nei diversi Quartieri della città, stando attenti, per parte nostra, a che il Quartiere Nuova Florida non subisca penalizzazioni rispetto ad altri.
Ricapitolando abbiamo ottenuto:
l'incontro che volevamo;
la verifica per la composizione del Piano di spesa pubblica auspicata;
l'impegno per un nuovo incontro.
Possiamo dunque affermare di essere andati oltre gli obiettivi collegati alla manifestazione e alla lettera inviata al Prefetto.
Il Direttivo del C.d.Q. scegliendo di mutare la manifestazione in sit-in, anche perché impossibilitati ad informare i cittadini sulle novità intervenute per ristrettezza dei tempi, ha praticamente sottoposto a verifica diretta con le persone intervenute per manifestare, la modifica in questione e sebbene alcune voci contrarie ci sono state, la stragrande maggioranza ha condiviso la decisione e le ragioni della stessa.
Dov'è il capriccio ?
Dov'è la rinuncia ?
Su cosa si fonderebbe il rischio del paventato discredito per il C.d.Q. e per le altre Associazioni non coinvolte? Sul fatto che si sarebbe dovuta svolgere la manifestazione a prescindere dai risultati? Questo sì che sarebbe stato un comportamento più semplice ma insieme irresponsabile e poco credibile per gli iscritti, per i cittadini, per le Associazioni con le quali interloquiamo, per le Istituzioni Locali con le quali pretendiamo di confrontarci.
Da ultimo, ma non per importanza, vogliamo segnalare un risultato metodologico per noi assai importante: essere considerati dall'Istituzione Locale Soggetto cui riconoscere il diritto del confronto, in quanto rappresentante di legittimi interessi.
In altre realtà tutto questo è normalità, ad Ardea è un precedente da valorizzare nel futuro con l'Amministrazione che sarà eletta il 12 e il 13 giugno prossimi.
Non abbiamo fatto la rivoluzione né sottoscritto trattati. Abbiamo umilmente riconquistato uno spazio democratico e per questi motivi, dopo l'incontro, anche a caldo, la Presidente del C.d.Q. ha espresso prudente soddisfazione.
Restiamo disponibili a proseguire il dialogo, il confronto, purché improntati sulla serietà e rispetto reciproco.
Certi che per completezza d'informazione pubblicherete integralmente la presente unitamente alla lettera inviata al Prefetto (già trasmessaVi) e più volte richiamata, è gradita l'occasione per salutare distintamente.
Il Direttivo del C.d.Q. Nuova Florida
N.B.
Per qualsiasi comunicazione e/o delucidazione in merito alle attività svolte dal C.d.Q. scrivere a: nuovaflorida@wooow.it