La pesante eredità dei governi di Centro Destra (Farneti - Ucci)
continua a farsi sentire, ne pagaremo le conseguenze per molti anni.
Non solo lo sfascio morale ed ambientale, ma anche quello economico, peseranno sulle nostre tasche.
L'aumento della nettezza urbana previsto dal Commissario Prefettizio è del 25% nel 2004, del 25% nel 2005 e del 15% per il 2006.
A nulla sono valse le ripetute sollecitazioni alla Giunta Ucci di mettere
mano ad una situazione che andava precipitando, nel nulla sono caduti i richiami giunti dai vari consiglieri comunali anche della stessa maggioranza a porre freno ad una situazione ormai fuori controllo, aggravata dalle note vicende giudiziarie che hanno travolto l'ufficio finanze del Comune.
L'aumento è inevitabile, ma ad attuarlo è un commissario prefettizio che, da quanto ci risulta, in assoluta continuità, non agisce sulle modalità previste dalla legge, che obbliga al pareggio del costo del servizio, nel sollecitare il gestore del servizio ad una più capillare raccolta differenziata capace di allegerire i costi di rimessa in discarica. Così sopporteremmo oltre il danno anche la beffa di un servizio scadente, che continueremo a pagare «salato», un appalto della Nettezza Urbana scandaloso sia dal punto di vista normativo
che ambientale.
È ORA DI CAMBIARE: MORALITÀ... LEGALITÀ... SERVIZI
Vecchi e nuovi "tromboni" della politica locale si sono (ri)messi in movimento, sentono che il primato della politica sta scendendo verso i quartieri.
L'egemonia locale, familiare e parentale è finalmente messa in discussione da migliaia di cittadini, nuovi residenti che nulla hanno a che spartire con le logiche politiche e le logiche tribali che hanno finora devastato Ardea.
CITTADINI CHE CHIEDONO RISPETTO, LEGALITÀ E SERVIZI DECENTI.
Noi stiamo dalla parte della società civile.
Le liste civiche
APPELLO PER L'UGANDA
Messaggio inviato da Umby
alle ore 15:16:24 del 5 aprile 2004.
Una guerra dimenticata da 18 anni
Due mesi fa abbiamo lanciato in rete un appello alla comunità internazionale per un intervento che ponga fine alla tragedia dell'Uganda, un paese da 18 anni in preda ad una terribile guerra civile che ha causato finora oltre 100.000 morti, due milioni di sfollati e almeno 20.000 bambini rapiti, violentati o costretti a combattere.
Ogni giorno il cosiddetto Esercito di Liberazione del Signore (LRA), guidato da Joseph Kony, commette massacri, torture di civili e rapimenti di bambini e bambine, destinati a diventare soldati e schiave. I bambini-soldato vengono usati come carne da macello, drogati, violentati, costretti ad assassinare i loro familiari e coetanei.
In Uganda «La situazione umanitaria è peggiore di quella in Iraq: non c'è nessun altro posto al mondo con un'emergenza di questo livello, che richiama così poco l'attenzione internazionale» ha dichiarato alcuni mesi fa Jan Egeland, vicesegretario generale dell'Onu. A questa presa di posizione non è ancora seguita alcuna iniziativa da parte della comunità internazionale, mentre i missionari Comboniani da mesi chiedono inutilmente l'invio dei Caschi Blu per difendere la popolazione civile.
La terra ugandese è stanca di bere sangue, per questo ci siamo appellati al Parlamento e al governo italiano, al Parlamento e ai governi d'Europa e alla comunità internazionale per porre fine a questa follia. Chiediamo la presenza attiva dell'ONU per salvare la vita di molte persone e dare inizio a un processo di pace.
Abbiamo raccolto migliaia di firme da tutto il mondo, scritto ai principali quotidiani italiani e pubblicato l'appello su molti di essi. Nonostante tutti questi sforzi il Governo italiano, preso da ben altre priorità, non trova il tempo di occuparsi del problema. Sorprende che i fautori delle "guerre umanitarie" e coloro che si dicono impegnati ad esportare la democrazia nel mondo si disinteressino completamente di una tragedia delle proporzioni di quella ugandese, certamente non inferiore a quella irachena per gravità e atrocità. Per questo insistiamo nella nostra campagna e rilanciamo con forza il nostro appello.
Aiutateci a diffonderlo e aderite inviando nome, cognome e città
all'indirizzo paceperluganda@yahoo.it