La cittadinanza non avrebbe certamente gradito l'annullamento delle consultazioni elettorali per l'elezione del consiglio comunale di Ardea e del suo sindaco.
Così, lunedì mattina una delegazione dei candidati a sindaco è stata ricevuta in prefettura ed ha ottenuto che le elezioni si svolgano regolarmente.
Probabilmente l'annullamento della consultazione avrebbe creato non pochi problemi di ordine pubblico a causa dell'esasperazione che regna tra gli abitanti di Ardea.
Così si è preferito evitare la nomina o la conferma di un commissario per il periodo di attesa fino al successivo appuntamento elettorale previsto tra circa un anno.
La tensione è stata alta così come testimonia il messaggio pubblicato di seguito, inviato da uno dei tanti visitatori che nella giornata di lunedì 24 maggio hanno fatto raggiungere un numero di contatti per questo sito particolarmente elevato.
A tutti coloro che seguono Ardea-online.org ancora grazie.
Messaggio inviato da Adriano Persili alle ore 11:40:54 del 24 maggio 2004.
Elezioni comunali
Questa è l'ultima bravata ad ARDEA d'impedire le votazioni per eleggere il nuovo sindaco. È una cosa vergognosa, siamo stufi di continuare a vedere certi sopprusi, ci siamo rotti le scatole di vedere un paese che continua a cadere in pezzi, le cose che continuano a non funzionare sono tante e di più.
È ora di finirla, paghiamo le tasse per continuare a vedere un paese senza scuole, fogne, con le BUCHE e un litorale che sembra un porcile, ora ci impediscono anche di andare a votare.
BASTA!
CI SAREBBE QUASI DA RIDERE...
Una situazione tragicomicamente surreale riguarda le comunali di Ardea, che con molta probabilità non si svolgeranno lasciando spazio ad un commissariamento di lungo temine.
Non finiremo mai di stupirci di cosa sia capace Ardea e di come trascini nel suo vortice chiunque e qualsiasi cosa venga a contatto con essa.
Quali azioni possono intraprendere i cittadini per rendere questa "repubblica delle banane" un luogo vivibile e non avulso dal resto della nazione italiana?
Adesso, ancora più di prima, i cittadini che compongono "l'Ardea partigiana" devono sforzarsi di porre un freno a "quella con la rogna".
Da Il Messaggero di Domenica 23 maggio 2004 (ediz. litorale - pag. 33)
ARDEA/RICORSO ACCOLTO
Il voto comunale rischia di saltare
di MOIRA DI MARIO
E' quasi certo: Ardea non tornerà alle urne per il rinnovo del consiglio comunale, ma lo farà solo per le europee. Il Tar (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio ha infatti accolto il ricorso, presentato dall'ex sindaco Roberta Ucci (FI), contro il decreto di scioglimento del consiglio comunale firmato dal Prefetto di Roma Achille Serra. Alla base della richiesta di sospensiva dell'atto, tra gli altri, anche la mancata notifica del decreto all'ex prima cittadina.
A confermare l'accoglimento della sospensiva è stata ieri direttamente la Ucci che tuttavia non ha voluto commentare «poiché - ha detto - non conosco ancora le motivazioni della sentenza». Una sentenza già esecutiva, visto che il Tar si è pronunciato nel merito il 13 maggio scorso ed ha depositato la propria decisione il 20 maggio, ma solo nella tarda serata di venerdì si è appresa la notizia.
Cambia dunque lo scenario politico ad Ardea. Le elezioni quasi certamente salteranno. Dopo la decisione del Tar il decreto di scioglimento del consiglio non è più valido, ma le dimissioni presentate a gennaio da 11 consiglieri comunali sono irrevocabili, dunque il consiglio non esiste. Il Prefetto già domani potrebbe firmare un nuovo decreto di scioglimento e nominare un nuovo commissario o confermare quello attuale, ma non ci sarebbero comunque i tempi per le elezioni del 12 e 13 giugno prossimi. La legge infatti parla chiaro: il decreto deve essere firmato 45 giorni prima delle elezioni che così ad Ardea slitterebbero di un anno.
L'ARDEA PARTIGIANA E QUELLA CON LA ROGNA
Messaggio inviato da Massimo Vicari alle ore 23:59:35 del 21 maggio 2004. Quando anni fa giovani coppie venimmo a vivere ad Ardea facemmo una precisa scelta di vita. Pensavamo cioè che risiedere in un piccolo centro alle porte di Roma, avrebbe influito sulla nostra vita. Cosi è stato.
Chi poteva immaginare che da li in poi i nostri problemi sarebbero diventati le fogne, le buche, la mancanza di tutto e di più. Crescerà, ci dicevano, la città crescerà, e noi li a sperare.
Poi i figli, devi mandarli a scuola, già la scuola. Interminabili liste di attesa, poche aule sgabuzzino, le (non) aule dei (non) garage, bambini stipati fino all'inverosimile senza garanzia di sicurezza, senza alcunché di scuola.
E allora cerchi di capire il perché di questo, ne parli in giro, ti informi, segui i Consigli Comunali, non per una questione politica, ma per una questione di cittadinanza.
Essere Cittadini vuol dire svolgere un ruolo essenziale. Significa essere disincantati, riacquistare il valore della diffidenza, oltreché quello del limite. La diffidenza è un atteggiamento sano, chiede a chiunque di dimostrare che le cose che propone sono un bene.
C'è un momento nel quale si diventa consapevoli e, aldilà di ogni ideologia, capisci che la politica in questa città non esiste, è tutto un fatto privato. La politica qui è una attività da lungo tempo asservita agli interessi di coloro che sono sempre stati i "padroni di Ardea", quelli che la saggezza popolare ha sempre indicato come i "rognosi tra i più puliti" e che da troppo tempo dominano il campo puntando tutto sulla loro capacità menzognera, sul trasversalismo e sulla buona fede delle persone.
C'è un momento in cui capisci che resistere ad un certo tipo di politica fatta di artifici e tecniche è un dovere morale.
C'è un momento in cui capisci che la legalità in un paese come il nostro, sempre abituato ad aggirarla, è un valore da porre sempre al di sopra e che non si può e non si deve più essere sottomessi, che ci vuole una nuova partecipazione perché un paese senza cittadini che partecipano è per qualcuno il paese della cuccagna e per qualcun altro un incubo.