Il programma radiofonico di Oliviero Beha - La Radio a Colori - è stato uno strumento a disposizione di tutti i cittadini per denunciare, ma anche per contribuire a costruire un paese migliore.
La chiusura della versione estiva del programma, e la minaccia implicita di non far riprendere il programma anche a settembre, è un grave segnale che colpisce tutti gli ascoltatori di una radio pubblica che diventa sempre meno attenta alla realtà sociale. Un segno da non passare sotto silenzio.
Io sottoscritto Dott. Michele Lotierzo, nella mia qualità di cittadino, residente in Ardea, viale Colle Romito 17, con il presente atto intendo esporre, denunciare e rappresentare alle autorità in indirizzo la deprecabile situazione verificatasi venerdì 16 luglio 2004, in ambito del Consiglio Comunale di Ardea, in occasione della prima convocazione dell'organo collegiale.
Per meglio comprendere la situazione di arrogante ed irresponsabile comportamento dei rappresentanti del popolo, con espresso riferimento per la componente di maggioranza del Consiglio Comunale, ritengo indispensabile esporre alcune evenienze nel merito (idonee per meglio inquadrare la questione), nonchè nel metodo e quindi per quanto concerne legittimità.
Come peraltro riportato anche dalla stampa nella cronaca locale (vedi il Messaggero del 18 luglio c.a., a firma Moira di Mario), l'assise inizia a porte chiuse per discutere delle sorti di Franco Marcucci sul quale pesa l'ipotesi d'ineleggibilità.
Incidentalmente rilevo che la maggior parte dei consiglieri comunali siede su quegli scranni: o da sempre, o è appena ritornata o è stata già nell'amministrazione. Vi sono poi coloro che pur se apparentemente nuovi, in realtà rappresentano personaggi che sono momentaneamente nell'ombra o comunque nell'amministrazione (o vi entreranno), perché forti sembrano gli interessi personali da tutelare.
Quasi tutti i consiglieri eletti hanno inteso ringraziare gli elettori e proporre valutazioni politiche in ordine alla situazione scaturita dalla tornata elettorale appena conclusa.
Dai banchi della maggioranza si avverte immediatamente che la seduta altro non sarà se non una pietosa riproposizione dei contrasti e divisioni che già avevano decretato la fine anticipata del mandato del Sindaco Ucci e prima ancora del sindaco Farneti.
In sintesi, alcuni esponenti della maggioranza, Tullio Valeri, Paolo Dei Santi e Luca Fanco, si dichiarano contrari alla nomina di tre assessori a loro dire "estranei al nostro paese e soprattutto di un cittadino straniero". In pratica si contesta principalmente la nomina ad assessore alla Cultura e allo Spettacolo dell'attrice Clarissa Burt.
Al riguardo è necessario richiamare l'attenzione sull'enunciato dello Statuto Comunale (approvato con deliberazione consiliare n. 48 del 4 dicembre 2001) laddove all'art. 10, comma 3 prevede testualmente: "I membri della giunta devono essere individuati fra i cittadini che siano di comprovate competenze specifiche..."
Ora la Sig.ra Burt, anzitutto, non è cittadina di Ardea e se il legislatore avesse inteso riferirsi (come immaginiamo) non allo status di cittadina italiana, ma di Ardea, ci troveremmo di fronte ad una prima violazione dei principi statutari del comune di Ardea. Inoltre, la medesima Sig.ra è una modestissima attrice che attualmente si occupa di manifestazioni rientranti nella generica sfera dello spettacolo e che ha ben poco, o forse niente, da spartire con la cultura; onde si sostanzia una negazione del principio enunciato, secondo il quale per ricoprire l'incarico assessorile occorre che emergano le anzidette "comprovate esperienze specifiche".
Esauriti gli interventi dei consiglieri, il sindaco effettua una chiosa che può certamente essere ritenuta opportuna, molto apprezzata anche dai numerosi cittadini presenti, che si può sinteticamente compendiare nella determinazione di voler ascoltare i consiglieri di maggioranza e d'opposizione, ma di non essere disponibile a rinunciare al suo grado di autonomia nel governo del comune, poiché, lodevolmente, non intende farsi prendere in ostaggio dai partiti, i cui tempi e le beghe non lo interesseranno più di tanto e dagli stessi consiglieri.
Il sindaco, inoltre, precisa assai opportunamente che sarà molto attento alle formalità e con riferimento ai principi statutari precisa, per l'appunto, che alla prima riunione non può presentare il programma di governo come invece era richiesto dai banchi dell'opposizione.
Esaurito l'intervento del sindaco inizia un teatrino sconcertante ed avvilente: il capogruppo di An annuncia una strana teoria secondo la quale per rispetto verso il consigliere assente (per i problemi di ineleggibilità enunciati) non è possibile procedere all'elezione del Presidente del consiglio.
L'opposizione insorge invocando il rispetto dello Statuto. Dalla maggioranza il consigliere Iadonna rincara la dose: "...è giustificabile il rinvio alla prossima riunione, poichè lo stesso Marcucci potrebbe essere eletto presidente...".
La cagnara assume proporzioni inaudite e dalle file della maggioranza si sente l'affermazione di voler abbandonare l'aula per far mancare il numero legale. L'opposizione pretende un rigoroso rispetto dello Statuto e chiede di eleggere anche il vicepresidente del consiglio, nonché la Commissione Elettorale, proprio come recita l'art. 7, dello Statuto.
E' bene ribadire che detto articolo, al comma 3, recita testualmente: "Il Consiglio comunale elegge nel proprio seno nella prima ed unica seduta, a scrutinio segreto il presidente ed il vicepresidente comunque rappresentativi della maggioranza e della minoranza. Tale elezione sarà assicurata nella prima votazione con la maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati al comune. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione la votazione stessa è ripetuta. Se anche tale votazione non si ottiene la maggioranza dei due terzi della terza votazione, basterà la maggioranza dei consiglieri assegnati. Se anche con tale votazione il presidente ed il vicepresidente non sono eletti, nella quarta sarà sufficiente la maggioranza dei presenti".
L'opposizione, a questo punto, invoca più volte l'intervento del sindaco, affinché si possa ricomporre la deprecabile situazione, ma il primo cittadino, ovvero colui che ha appena affermato di volersi ispirare ad un rigido criterio di formalità e non rimanere ostaggio dei partiti o gruppi, resta impassibile.
Il consigliere anziano ritiene che possa essere rinviata l'elezione del presidente, mentre l'opposizione, resasi conto che in realtà l'elezione non è possibile a causa dei forti contrasti politici sul nome da indicare, propone un proprio nominativo nella persona di Antonino Abate.
Lo "spettacolo" degli eletti assume livelli davvero assai poco commendevoli e i cittadini presenti, di fronte al dispregio allo Statuto, attuato con miserevoli espedienti che prefigurano l'ignoranza o il disimpegno verso i gravi problemi che attanagliano la cittadinanza (dal degrado ambientale, sanitario e della viabilità, nonchè la carenza di aule scolastiche e tanto altro ancora, compresa l'annosa questione delle bare del cimitero galleggianti) abbandonano l'aula disgustati!
Il consigliere anziano effettua una verifica del numero legale e constata che sono presenti soltanto i componenti dell'opposizione ed il sindaco.
L'opposizione invoca comunque la volontà di votare, ma il consigliere anziano, confortato anche dal parere del segretario comunale, pone fine alla vergognosa pagina istituzionale.
Tra il disappunto dell'opposizione si rinvia tutto alla prossima convocazione.
CONCLUSIONI
E' evidente che non sfugge allo scrivente la circostanza che le violazioni dello Statuto del comune di Ardea non sembrerebbero integrare ipotesi di gravi reati penali, per cui si rimette alla autonoma e competente valutazione dei destinatari della presente, anche ai fini di eventuali altri provvedimenti o iniziative, magari di richiamo o ammonimento.
Certamente non è da sottacere, anzi è da stigmatizzare il comportamento irrispettoso nei riguardi delle istituzioni e delle regole democratiche irrinunciabili racchiuse nel testo statutario.
All'uopo, riteniamo che Sua Eccellenza il Prefetto ed il Ministro competente, possano a ben ragione effettuare interventi al fine di poter contenere il deprecabile andazzo che non solo disgusta la cittadinanza ma la induce a ritenere che nel comune di Ardea non sia possibile far nulla per ricondurla alla vita democratica normale. Prova ne sia che soltanto il 49,9 per cento della popolazione ha inteso esercitare il suo fondamentale ed indispensabile diritto/dovere a scegliere il rappresentante guida dell'amministrazione.
Peraltro, la coalizione guida ha ottenuto soltanto il 26 per cento dei consensi elettorali.
Se quelle or ora descritte sono le permesse del nuovo mandato consiliare si può ben comprendere ed immaginare come sarà il prosieguo e probabilmente il naturale approdo del nuovo mandato popolare.
Verrebbe anche da dubitare che Ardea sia riconducibile alla stregua di un paese democraticamente governabile, per arrivare a conclusioni davvero inquietanti che dovrebbero preoccupare chi detiene l'incarico di sovrintendere all'ordinato svolgimento della vita sociale, amministrativa e di governo del territorio e dei suoi cittadini.
D'altra parte persiste in un territorio come Ardea, una diffusa illegalità, che contagia anche istituti importanti nei primi anni della loro costituzione, ci riferiamo all'ormai endemica piaga dei Consorzi cosiddetti obbligatori per il mantenimento delle strade vicinali. Fattispecie quest'ultima fonte di soprusi nei confronti dei cittadini, al punto da risultare minacciati (per l'eventuale ritardato pagamento delle quote) con l'affermazione di voler di iscrivere l'ipoteca sui beni immobili ubicati nei consorzi, in ispecie quello di Colle Romito, come si evidenzia con raccomandata in proposito recapitata agli interessati.
Incidentalmente valga la pena rammentare che le strade vicinali non sono più contemplate dalla normativa vigente, poiché soppresse con l'emanazione del nuovo Codice della strada e grazie alle deliberazioni conseguenti adottate dall'ultimo Commissario prefettizio Basilone che le ha classificate comunali o private, in armonia con la legislazione vigente.
Tali realtà, invero, consentono fenomeni distorsivi e di mala amministrazione sui quali si richiama la cortese attenzione dei destinatari della presente, affinché si faccia luce su quelle situazioni giuridiche, stante la latitanza del comune, da sempre poco propenso ad interessarsene, pur obbligatovi, anche in ragione del dato oggettivo che un siffatto complesso di inestricabili intrecci pubblico/privato si configura come terreno congeniale e fertile per le scorrerie politico/elettorali dei soliti noti.
Basti rilevare, infine, che detto consorzio in larga parte è ancora privo di un normale sistema di rete fognante, dell'erogazione di acqua potabile e del gas, nonché dell'accollo da parte del comune dell'impianto d'illuminazione che, già realizzato a spese dei consorziati, è ancora mantenuto con oneri a carico degli stessi.
Ardea, li 22 luglio 2004
IN FEDE
Dott. Michele Lotierzo
ANCORA LA VERGOGNA
Messaggio ricevuto da Luca Romaldini alle ore 09:52:57 del 30 luglio 2004
Buongiorno ad amici e non (Buongiorno: "parola grossa"),
purtroppo nella realtà di tutti i giorni ci si manifestano esempi del genere in tutti i campi lavorativi sia pubblici che privati, ma ritengo che il troppo E' TROPPO. E' circa un anno che vivo ad Ardea e non capisco come mai non si sia intervenuto, o almeno con poca efficacia, a cercare, almeno, di far capire a certi personaggi che il rispetto, la precisione e l'educazione nei confronti degli ALTRI è fondamentale e di primaria importanza per affrontare un impegno politico e di rappresentanza per una MOLTITUDINE di persone che tutti i giorni lavorano.
C'è gente che per un tozzo di pane vive l'inferno e non è assolutamente e categoricamente GIUSTO che coloro che ci rappresentano si possano comportare in modo così ignobile.
Forse coloro che sempre si candidano non hanno mai avuto bisogno di denaro per poter svolgere le minime attività che invece il 60% della popolazione si trova a non poter fare.
Sacrifici e tanto lavoro per poter offrire ad una famiglia la possibilità quanto meno di una vita dignitosa nel pieno rispetto delle regole. Ma questi signori sanno cosa vuol dire?
Io come il famoso 60% della gente pago le tasse regolarmente e in cambio cosa ho?
La critica è rivolta anche a me stesso visto che fino ad ora non ho fatto nulla per cambiare le cose, ma perché tutti "parlano e nessuno fa". E' da masochisti... La critica è costruttiva, parlare scarica, ma le parole volano mentre i fatti restano.
Dobbiamo assolutamente intervenire per poter mettere fine al furto non dei soldi pubblici o degli stipendi, ma della NOSTRA dignità e della NOSTRA civiltà.
Basta con le parole, ora i fatti: non ci sono proroghe.
Ho una bimba di un anno e mezzo, che futuro posso offrirgli?
Mi rivolgo a coloro che sono ipocriti, ineducati, senza rispetto e precisione: dovete stare a casa e vergognarvi, ma voi non sapete neanche cosa sia la vergogna. Basta... in Italia c'è troppa gente che se ne frega, che guarda solo i propri interessi e i propri tornaconti, che fa dell'indifferenza il veicolo del disprezzo e dell'odio.
Si riesce a carpire tra le parole ciò che voglio dire, quello che egrave; il mio intento?
In attesa di un riscontro positivo e di un cenno, colgo l'occasione per porgere i più cordiali saluti.
Luca Romaldini
VERGOGNA SUL CONSIGLIO COMUNALE!
Il Comitato di Quartiere "Nuova Florida", Associazione Culturale per la Difesa del Diritto dei Cittadini, esprime le proprie riflessioni in merito al recente consiglio comunale.
Il Comitato di Quartiere "Nuova Florida" può essere contattato al numero telefonico 333/1863625 e via mail all'indirizzo nuovaflorida@wooow.it.
Assistere ad una "nuova" seduta del CONSIGLIO COMUNALE è stato, come al solito, andare a teatro senza pagare il biglietto.
Solo che anche questa seconda volta si è creduto di andare a vedere una nuova rappresentazione, pur se con quasi gli stessi attori; il copione non è cambiato; forse le facce ma le parole, il comportamento, l'assenza di regole sono sempre gli stessi elementi: come dire il minestrone è lo stesso, gli ingredienti possono variare, il mestolo è cambiato, ma solo nel nome!
Eppure avremmo voluto non tornare a sentire le stesse false ed ipocrite parole: "SIAMO QUI PER IL BENE DEI CITTADINI" (tutti hanno detto la stessa frase come quelli di prima, come quelli di prima ancora, insomma come sempre!).
Siamo rimasti stupefatti dalla farsa di far uscire dal locale i cittadini per non fare sentire loro cose che invece sapevano da tempo, documentate persino dai giornali; chi a queste scene si è ormai assuefatto si è chiesto: ma come mai il popolo di ARDEA ha ancora richiesto che fosse governato dalle stesse facce? E se non era la stessa faccia, dietro aveva una sedia invisibile con lo stesso vecchio e solito nome!
Ci si chiede: ma i cittadini che hanno votato queste persone sanno come esse si comportano? Alcuni esempi:
se parla il Sindaco, o anche un Consigliere, alcuni degli altri si alzano, escono dall'aula, parlano fra loro, vanno al bar, scendono tra il pubblico (cioè fra i loro adepti) e chiacchierano;
ogni 5 minuti di lavoro (si fa per dire) consiliare, ci sono 20 minuti per fumare, per chiacchierare, per andare al wc, e poi occorre richiamare i Consiglieri 5 o 6 volte affinché rientrino;
se ad alcuni Consiglieri viene affidato un incarico (tipo fare lo scrutatore alle votazioni), questi alla seconda o terza volta, sbuffano, si scocciano, rimangono fuori a chiacchierare e addirittura non si presentano lasciando agli altri il da fare;
durante l'intervento di un Consigliere, interrompono il discorso, intervengono con battute ed altro.
Da tutto questo emerge che se detti Consiglieri non conoscono il rispetto, l'educazione, nemmeno per fingere durante una riunione di consiglio comunale, come si può pretendere che gli stessi rispettino i cittadini!
Viene in mente un'altra considerazione: se i signori Consiglieri "lavorano" (si fa sempre per dire!) così durante una riunione, come lavoreranno quando dicono: "per il bene dei cittadini"?
Alla fine è spontaneo pensare che è vero che gli abitanti di ARDEA (ARDIESI?) non vogliono la civiltà, non vogliono il rispetto, non vogliono la legalità, non vogliono gli "stranieri" (così sono chiamati quei "disgraziati" che credono di aver trovato nel paesino a pochi km da Roma la pace, la tranquillità, la mancanza di burocrazia, la mancanza di file agli sportelli, il verde, il rispetto, il vivere civile dove poter ritrovare i valori umani di una piccola comunità!).
E invece si ritrovano a rimpiangere:
lo SMOG; qui esiste solo olezzo di fogna
i CARTELLI STRADALI: quelli installati ad Ardea non sono omologati;
le FOGNE vere: ad Ardea, infatti, sono a cielo aperto, si cammina e si respira tra la melma degli scarichi di tutti;
i CASSONETTI PER I RIFIUTI: ad Ardea, in effetti, nessuno sa cosa sia la raccolta differenziata, tanto si getta tutto fuori nei giardini incolti o per strada, i pochi cassonetti esistenti sono fatiscenti o colmi all'inverosimile; perché qualcuno civile c'è;
le SCUOLE: ad Ardea sono nei garage, senza wc, senza palestre, senza finestre e per entrare occorre traversare un fosso dove vivono nel loro habitat topi ed altri animali sicuramente non domestici.
Se vogliamo possiamo ancora andare avanti: ed allora, i signori eletti dal popolo di Ardea cosa fanno: parlano per "il bene dei cittadini", ma come al solito parlano, bla, bla, bla, ma non fanno mai niente, anzi no, fanno per il proprio tornaconto, per le proprie tasche, per i propri affari, che guarda caso vanno sempre bene a tutti ed in tutto: (ma le tasse le pagano?).
Eppure ci vorrebbe, da parte di questi signori, un minimo di buon senso e più rispetto per tutti i cittadini/utenti.
In fondo siamo noi utenti/clienti che li manteniamo!
E noi cittadini cosa facciamo?
Continuiamo a guardare e criticare senza fare?
Certo finché ognuno rimarrà chiuso dietro il proprio cancello a guardare, a spiare, però quanto si critica!
Ebbene, occorre ricordare che per poter criticare bisogna fare, o almeno tentare, perché è comodo dire che tanto non cambierà mai nulla: in questa maniera tutti sono bravi, allora!| o si sta zitti senza mugugni o si esce per strada e si inizia a guardare in faccia gli altri e riconoscere di avere non solo i DOVERI, ma anche i DIRITTI - SANCITI PER LEGGE!
DIRITTI? Una cosa che ad Ardea non è mai esistita e sicuramente di questo passo mai esisterà!
Sapete una cosa?
Una noce dentro il sacco non fa rumore ma, tante, fanno casino e rompono le uova nel paniere a chi crede di poterci mettere i piedi in testa e non solo, anche calpestarci!
A VOI STA BENE COSì?
N.B.
PER CHI AVESSE ASSISTITO, TRA I BEN POCHI CITTADINI UTENTI/CLIENTI ONESTI, AVRÀ CERTO NOTATO ALCUNE SCENE TRATTE DA "IL PADRINO" CON BACI SULLE GUANCE E STRETTE DI MANO OSSEQUIOSE!