Preferiamo ricordare Giovanni Paolo II con le immagini dell'inizio del suo pontificato, iniziato il 16 ottobre 1978. Le medesime immagini che riproponiamo in questa pagina e che mostrano, come per la foto con l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, la grande capacità di privilegiare i rapporti personali.
Karol Wojtyla ha saputo rompere barriere e pregiudizi perseguendo un disegno che lo ha condotto, mediante un sapiente uso dei mezzi di comunicazione, ad essere percepito positivamente dalle minoranze.
Lo ricordiamo nei suoi numerosi viaggi, lo ricordiamo nell'incontro con Fidel Castro a Cuba nel gennaio 1998. Lo ricordiamo quando nelle sue encicliche ha condannato il liberismo ed auspicato la diffusione di un clima sociale sereno, base di partenza per l'assenza di conflitti sociali.
Lo ricordiamo quando ha chiesto a gran voce pace e giustizia sociale, e quando, fermamente, il 18 marzo 2003 chiedendo la pace pochi giorni prima della guerra preventiva in Iraq ricordava «Chi vuole la guerra ne risponderà davanti a Dio».
La presenza di decine di migliaia di persone a Piazza S. Pietro (tra 50.000 e 70.000), le testimonianze e l'interesse mostrato dalle comunità musulmane ed ebraiche, la diretta televisiva della televisione islamica Al Jazeera, dimostrano come musulmani, cristiani, credenti e non credenti, non abbiano dimenticato parole e gesti di Giovanni Paolo II.
Un'apertura alle altre religioni testimoniata da tanti incontri: primo fra tutti l'esempio dell'Islam con la prima visita di un pontefice alla moschea di Damasco. Con le manifestazioni svoltesi ad Assisi alla presenza dei capi delle più diverse confessioni, ai quali ha chiesto di non risolvere le vertenze con guerre in nome di Dio, Giovanni Paolo II ha dimostrato che l'abbattimento delle frontiere ed il rispetto delle diversità rappresentano la base essenziale per una società realmente multirazziale.
Un pontificato denso di eventi, di viaggi, di dialogo e di sofferenza. Lasciando a ciascuno le proprie riflessioni, ci sentiamo di poter comunque affermare che la serenità con la quale Karol Wojtyla ha affrontato l'ultima parte della propria vita rappresenti l'ultimo insegnamento inviato all'umanità: «Sono lieto, siatelo anche voi».