Gli Operatori Ardea del 118, con un messaggio inserito nell'area "Opinioni dai politici" rendono noti alcuni dei problemi più emblematici nell'espletamento dei servizi d'emergenza 118.
Dalla criticità di "interpretazione" dei numeri civici (mancanti, incomprensibili, nascosti da piante, ecc.) alla mancanza in molte strade dei cartelli d'indicazione della via stessa, per finire all'abuso del servizio 118 per casi non urgenti, nei quali ci si potrebbe tranquillamente rivolgere direttamente al proprio medico di base o alla guardia medica (06.9882366 - 06.9888302) abilitata a rilasciare "ricette mediche e certificati".
Per tutto il territorio di Ardea, il 118 dispone di una sola ambulanza e se viene chiamata per futili motivi questo comportamento potrebbe risultare fatale per un'altra persona che versa in gravi condizioni nel medesimo periodo di tempo.
Il messaggio si conclude con una segnalazione circa l'impiego di ambulanze da parte di fantomatiche associazioni che di fatto non posseggono le necessarie abilitazioni e professionalità. Infatti, le uniche ambulanze deputate al soccorso sono quelle dell'ARES 118 (Azienda Regionale Emergenza Sanitaria) con personale specializzato e si trovano sul litorale nelle postazioni di Pomezia - Ardea - Anzio e Nettuno.
Nella speranza che i consigli vengano accolti con civile senso di responsabilità da parte di chi legge, non possiamo che rivolgere un cordiale e caloroso ringraziamento agli operatori ARES 118 di Ardea.
C'ERA UNA VOLTA IL MARE!
C'era una volta il mare, quello azzurro con la spiaggia pulita dove i bambini costruivano castelli di sabbia fine. Poi sulla spiaggia comparvero animali morti e poi ancora muri di schiuma alti un metro. La sabbia si sporcò e costruire castelli con essa divenne pericoloso perché aumentò il rischio di contrarre malattie infettive.
Oggi andare in spiaggia significa osservare divieti di balneazione disposti per 250 metri a destra e a sinistra dalla foce dei fossi che scaricano le proprie acque a mare, ma per evitare di contrarre salmonella e scabbia, così come da più parti si vocifera, non basta osservare i divieti di balneazione.
Lo sanno bene i bagnanti che in corrispondenza del fosso della Moletta, che sfocia sul litorale di Tor S. Lorenzo, hanno visto, la sera e la mattina successiva, una marea nera riversarsi nel mare trascinando con se pesci morti ed ogni genere di rifiuto tra miasmi e putridume. Dice il sindaco, Carlo Eufemi: «Ad una prima ricognizione si è pensato ad un avvelenamento per eccesso di cloro. Forse riversato da qualche lavaggio di grandi piscine». Ma se di piscine si tratta devono essere almeno quelle olimpioniche di un grande complesso sportivo.
Voi ne conoscete qualcuno in zona con tali caratteristiche?
E che dire del divieto di impiego delle acque del fosso dell'Incastro (anche per l'irrigazione dei campi)? Perché se ne impedisce l'impiego? Chi scarica e soprattutto cosa nei fossi di Ardea?
Augurando a tutti buone vacanze, noi ce ne andremo in giro per l'Italia a cercare il mare azzurro come lo ricordiamo quando eravamo bambini. Sperando di trovarlo ancora da qualche parte, il sito lo aggiorneremo quando torneremo e vi mostreremo come potrebbe essere anche il mare di Ardea.