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VIALE LAZIO: A CHE GIOCO GIOCHIAMO?...

Prima considerata strada privata, poi divenuta comunale ed ora una sentenza (la terza del genere) del Tribunale di Velletri che "punisce" l'amministrazione comunale per aver omesso di notificare il provvedimento di rimozione delle barriere e dei cancelli che sbarravano il passaggio.

Il legale del consorzio Marina di Tor San Lorenzo ha affermato: «Sia il dirigente dell'Ufficio tecnico, sia il sindaco, sia la polizia municipale avevano ricevuto, lo scorso 7 aprile, la comunicazione dell'illiceità dell'intervento e vi è quindi una responsabilità personale. La procura generale presso la Corte di conti sarà attivata perché su costoro siano recuperate le spese».

Viale Lazio ha una storia travagliata e, come tutte le cose che accadono ad Ardea, contorta e ingarbugliata.

Una sentenza esecutiva emessa il 3 luglio 2001, dal Tribunale Civile di Roma condannava il Consorzio Marina Tor di San Lorenzo a "rimuovere a proprie spese tutte le opere che limitano la percorribilità pedonale e veicolare di tale viale (quali cancelli, sbarre, transenne ed ogni altro ostacolo, nonché i manufatti in cemento posti a chiusura dei preesistenti spazi l'ungo l'aiuola spartitraffico e volti ad impedire il passaggio da una corsia all'altra) con ordine di astenersi per il futuro da ulteriori atti di turbativa o limitazione del possesso del godimento di tale viale"...

Qualche tempo dopo, il legale del Consorzio si adoperava per far considerare la sentenza decaduta affermando che "la delibera n° 63 del Commissario Prefettizio di Ardea è una delibera di pura acquisizione agli atti del Comune e di dichiarazione di esecuitività della delibera stessa. Quest'ultimo atto del Sindaco Ucci è allegato alla C.T.U.

Dato atto, che la relazione del CTU non dà adito a dubbi sulla natura della strada oggetto di esecuzione e che, quindi, non si può dare esecuzione alla sentenza in quanto la strada è divenuta pubblica, dichiara estinta la procedura
»(!)

Ma che bella storia!
Se volete seguirla meglio un documento in formato Acrobt PDF mostra in due pagine quanto riassunto precedentemente con gli atti del Tribunale e con uno scritto vergato a mano.

Per ammissione del medesimo legale del Consorzio, Viale Lazio è una strada pubblica, ma l'amministrazione comunale tanto per accontentare i cittadini che vorrebbero liberamente accedere al mare da Viale Lazio e accontentare contemporaneamente presidente, sgherri e mastini del Consorzio cosa fa? Per ben tre volte omette di notificare il provvedimento di rimozione delle barriere con conseguenti procedimenti da parte del Tribunale di Roma e per due volte dal Tribunale di Velletri.

Errare è umano, ma perseverare in questo caso è più che diabolico. Con questo comportamento, sindaci e amministratori comunali (tanto sono sempre gli stessi) fanno finta di voler salvaguardare l'interesse comune della cittadinanza e fanno anche finta di voler combattere la "privatizzazione del mare", ma nel contempo, scientemente, ben consapevoli, "si dimenticano" di notificare il provvedimento in modo che poi il Tribunale di turno renda nulla la rimozione di barriere e cancelli.

In tutto questo balletto di passi a due e giravolte, provate a indovinare chi paga le spese di rimozione delle barriere prima e poi le spese di giudizio, competenze ed onorari oltre che il ripristino delle opere (le barriere)?

Avete indovinato: il Comune, il medesimo che poi ci chiede di pagare di più per la tassa sui rifiuti o che non riesce a offrire edifici scolastici "veri" e che chiudendo un occhio, ora per non vedere il parente di quell'amministratore, ora di quell'altro, ha permesso che fossi e canali di raccolta delle acque fossero ricoperti con gli effetti devastanti del nubifragio del 9 settembre 2005.

Gli amministratori di Ardea quando sono in giunta o in consiglio sono propositivi: loro vogliono "costruire", non vogliono certo distruggere il castello di connivenze della "parentopoli ardeatina".








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