Ricordate il messaggio inserito da Fabio nelle "Opinioni dai cittadini" nel quale si chiedevano informazioni su come si vive ad Ardea?
Finalmente la sezione si è animata con una serie di interventi che delineano in modo diverso la nostra cittadina: posizioni critiche e meno che meritano un dibattito.
Ci auguriamo che la diversità di opinioni conduca ad un dibattito di ampio respiro capace di coinvolgere più persone per confrontarsi su posizioni diverse.
Dal nostro canto continuiamo a concordare con il primo messaggio di risposta che, secondo noi di Ardea-online.org, delinea meglio le linee guida del vivere in questa cittadina dove i contrasti sono drammatici; dove si combatte per i più elementari diritti contro un interlocutore "virtuale" impegnato più a salvaguardare la propria immagine verso i "paesani" piuttosto che a risolvere i problemi.
Perciò non possiamo che concordare con il motto: «salute di ferro e nervi saldi»!
CONTRO PRECARIETÀ E DISOCCUPAZIONE
NO ALLA LEGGE 30 SI AL REDDITO SOCIALE
Domenica 20 novembre - ore 10:00
presso l'Hotel Lido Garda di Anzio - Piazza G. Caboto, 8
DIBATTITO PUBBLICO
moderatrice Antonella Mosca (giornalista "Il Messaggero")
Alessandra Tibaldi - Assessore al Lavoro Regione Lazio
Sono invitati tutti i soggetti interessati alla lotta al precariato e all'apertura di una nuova stagione dei diritti del lavoro.
Partito della Rifondazione Comunista
Comitato Politico Regionale - Federazione Castelli Litoranea
Circoli di Anzio, Ardea, Nettuno e Pomezia
SALVIAMO LA LEGGE SUI BENI CONFISCATI ALLE MAFIE!!
- primi firmatari don Luigi Ciotti, Guiseppina La Torre, Rita Borsellino, Giovanni Impastato -
La legge Rognoni - La Torre, che consente da oltre vent'anni di aggredire le ricchezze accumulate dalle mafie nel nostro Paese, è in pericolo. Rischia di essere approvato dal Parlamento, infatti, un disegno di legge che tra i molti aspetti discutibili prevede la possibilità di revisione, senza limiti di tempo e su richiesta di chiunque sia titolare di un "interesse giuridicamente riconosciuto", dei provvedimenti definitivi di confisca.
In nome di un malinteso garantismo, insomma, si compromettono definitivamente il lavoro e l'impegno di quanti, dalle forze dell'ordine alla magistratura, dalle
associazioni alle cooperative sociali, sono oggi impegnati nella difficilissima opera di individuazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.
Nessun provvedimento di confisca, di fatto, sarà mai definitivo. Nessuna assegnazione di beni confiscati avrà un futuro certo. Altri avrebbero potuto essere gli strumenti con cui risarcire, anche dal punto di vista economico, eventuali vittime di errori giudiziari, sempre possibili, nell'iter che va dal sequestro preventivo dei beni alla loro definitiva confisca. Se dovesse essere approvato, invece, quanto previsto dal comma 1 lettera "m" dell'art. 3 del disegno di legge AC 5362 recante "Delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di gestione e destinazione delle attività e dei beni sequestrati o confiscati ad organizzazioni criminali", tutti i beni confiscati (dai terreni coltivati da coraggiose cooperative di giovani agli immobili trasformati in sedi di servizi sociali o in caserme delle forze dell'ordine, solo per fare alcuni esempi) finirebbero in un limbo di assoluta incertezza.
Ovvero esattamente il contrario di quanto sarebbe necessario oggi. Le mafie, infatti, hanno da tempo affinato i meccanismi con cui riciclano i proventi delle loro attività illecite e nel nostro Paese si registra, negli ultimi anni, una consistente flessione del numero di beni confiscati. Una situazione che richiede
normative efficaci e scelte concrete in grado di far crescere la fiducia
di chi è impegnato ogni giorno nella lotta alle mafie.
È per queste ragioni che l'associazione Libera (che raccoglie più di 1200 associazioni nazionali e locali, scuole, cooperative) e i sottoscritti familiari delle vittime delle mafie, attraverso questo appello, chiedono un serio e approfondito ripensamento, in sede di dibattito parlamentare, del disegno di legge delega AC 5362, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di revisione dei provvedimenti definitivi di confisca, affinchè deputati e senatori di tutte le forze politiche sappiano trovare la giusta misura, il corretto equilibrio tra la tutela dei diritti di chi subisce i provvedimenti di confisca dei beni e la necessità di sottrarre alle organizzazioni mafiose gli immensi patrimoni che accumulano ogni anno, nell'illegalità e nel sangue. Trasformando questi beni, come sta avvenendo faticosamente oggi, in segni tangibili di legalità e giustizia.
Fino al 2 dicembre 2005 è possibile fare richiesta per l'accesso ai corsi di formazione compresi nel "Catalogo Regionale per l'Offerta Formativa".
Possono fare domanda i disoccupati e gli inoccupati, gli studenti ed i lavoratori pubblici e privati in mobilità. Saranno ammesse 38.000 domande.
Per ogni informazione, consultare il sito www.sirio.regione.lazio.it, approfondendo i documenti che, per facilitare la navigazione, alleghiamo di seguito.
Det. n° 5065 del 10/11/2005
Costituzione del Catalogo di Offerta Formativa
Approvazione del Catalogo Regionale telematico di iniziative formative per percorsi individualizzati (voucher formativi).