SENZA ILLUSIONI, MA AVANTI PIANO!

Domenica 11 dicembre, come programmato, alle ore 18:00 presso il "Tirreno Trotto Club" di Via Pratica di Mare ha avuto luogo l'incontro dibattito sul tema "LIBERTÀ DI ESPRESSIONE" con la proiezione del film "Viva Zapatero" di Sabina Guzzanti

La stessa Guzzanti non ha potuto partecipare all'incontro poichè impegnata per motivi di lavoro all'estero, ma ha assicurato il proprio sostegno a tutte le iniziative del genere che in futuro si svolgeranno ad Ardea con temi analoghi.

La manifestazione organizzata dal locale circolo del Partito della Rifondazione Comunista ha visto la partecipazione di esponenti del Comitato di Quartiere "Nuova Florida", giornalisti locali e, soprattutto, la partecipazione della cosiddetta "gente comune".

Al dibattito hanno partecipato dai semplici cittadini ad esponenti poltici, rappresentanti di associazioni, giornalisti. Tutti hanno sottolineato come l'intimidazione e la censura sono strumenti che hanno lo scopo di mortificare il diritto di stampa, ma ben più preoccupante è l'aspetto sottolineato da Guido Sansonetti, direttore del quotidiano "Liberazione", nel proprio intervento conclusivo: il sacrificio del diritto all'informazione libera, indipendente, alla quale ciascuno di noi dovrebbe avere diritto.

Quando un certo tipo di informazione "non passa" perché sgradita alle forze politiche (sia di destra che di sinistra) significa che qualcosa nella democrazia non funziona correttamente: che la causa sia la protervia, l'arroganza della maggioranza, oppure l'incapacità, la connivenza dell'opposizione, poco cambia.

In entrambi i casi il risultato è un'informazione che il comico Beppe Grillo nel proprio blog definisce "di superficie" ed alla quale gli abitanti di Ardea sono assuefatti grazie alla messe di giornaluncoli e giornaletti assemblati al meglio con quello che capita, senza alcuno straccio di commento che delinei una posizione rispetto ai "presunti fatti" con i quali essi vengono confezionati.

Il massimo della "superficie" viene raggiunto quando gli editori di tali giornaluncoli svolgono anche il ruolo di portavoce ufficiale dell'amministrazione al governo. Chi esce fuori dal coro non è gradito e gli esempi in tal senso sia nella carta stampata che nell'emittenza radiotelevisiva sia in ambito locale che nazionale, sono illustri.

Una situazione che si protrae nel tempo da decine di anni, con ogni governo che si è alternato alla guida della Nazione così come della realtà locale; ora con toni più dimessi, ora con toni più esasperati come avviene negli ultimi tempi.

Viceversa, l'informazione di "profondità" raramente trova spazio, così come è accaduto, ad esempio, per la Val di Susa (alla quale dedichiamo di seguito uno spazio specifico); oppure per i gravi fatti avvenuti nei consigli comunali ad Ardea, in seguito ai quali gli esponenti della stampa locale hanno assunto posizioni talvolta fin troppo "morbide".

Rimane la soddisfazione per essere riusciti a creare un evento nel quale forse per la prima volta ad Ardea, ed in Italia da lungo tempo, un partito politico ha creato un momento di aggregazione nel quale i cittadini si sono riappropriati della politica e del suo significato più alto.



SI ALLA TAV, NO ALLA TAV

A favore o contro la TAV, quello che è accaduto in Val di Susa ci colpisce direttamente come cittadini.

Se solo si possiede un barlume di lucidità ci si rende conto che la TAV in Val di Susa, il deposito di scorie nucleari di Scanzano Ionico, oppure per rimanere in ambito locale, il Corridoio Tirrenico Meridionale, la centrale turbogas di Campo di Carne, la discarica di amianto di Valle Caia o il gasdotto marino-terrestre di Ardea, sono episodi collegati da un sottile filo conduttore: il non voler ascoltare le ragioni di chi vive nei luoghi nei quali si intende realizzare queste opere.

Non si comprende perché un governo voglia evitare il dialogo con i cittadini del posto e continui a cercare lo scontro con la motivazione dell'irrinunciabilità dell'opera senza portare a sostegno di tale teoria alcun dato reale, oggettivo.

Ad esempio, negli scorsi giorni la stampa nazionale si è appiattita su una posizione uniforme che genericamente indicava l'importanza della realizzazione della TAV senza considerare alcuna alternativa e, soprattutto, senza considerare le ragioni di chi manifestava contro la TAV.
  • La TAV è un progetto che per la sua realizzazione prevede un periodo di circa 20 anni (un tempo troppo lungo rispetto ai cambiamenti che possono influenzare le motivazioni alla base del progetto medesimo);
  • per la sua realizzazione; i 23 km da scavare nella montagna Musinè provocheranno l'immissione nell'aria di un bel po' di fibre di amianto. Invisibili e letali. Il vento le porterà fino al centro di Torino. Respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo;
  • il tunnel di 53 km da scavare nel Massiccio dell'Ambin incontrerà roccia contenente uranio;
  • una linea in galleria si porta appresso tante gallerie minori, trasversali a quella principale; si chiamano gallerie di servizio e ne saranno realizzate 12 con altrettanti cantieri, tutti a ridosso di centri abitati;
  • la perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potrà prosciugare le falde idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, oggetto di processi per disastro ambientale.

A fronte delle motivazioni fin qui esposte contro la TAV vale la pena riportare due dichirazioni a favore della TAV.
  • Emma Bonino, Corriere: "La TAV si deve fare perché lì c'è in gioco un modello di ecologia sostenibile"(?!)
  • Mercedes Bresso, Corriere: "Lassù i bambini non riescono ad andare a scuola, i loro padri a forza di scioperi rischiano il licenziamento, e poi sta arrivando anche il Natale".

Sono queste le motivazioni che rendono "irrinunciabile" la realizzazione della TAV in Val di Susa riportate dalla stampa nazionale!








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