Torna a farsi vivo il Comitato per la Scuola di Ardea, sul sito del quale è stata pubblicata la lettera di alcuni genitori facenti parte del Consiglio di Circolo Ardea 1, indirizzata a sindaco, giunta e consiglio comunale.
L'invito è quello di andarvi a leggere il documento nella sua completezza. Nella lettera si rammenta, come a dispetto delle affermazioni del sindaco (al cospetto del Presidente della Camera Casini) secondo il quale «problemi di strutture scolastiche ad Ardea non esistevano» il dirigente scolastico abbia confermato la situazione gravissima esistente, fatta di aule-lager o scuole "non garage", dichiarando: «situazione che ho lasciato ben due anni fa, anzi peggiore!».
La lettera scaturisce da un episodio recente: «Ciliegina sulla torta la rappresentazione con la quale insegnanti ed alunni delle classi "appoggiate" alla Virgilio volevano augurare buon Natale e felice anno nuovo alle famiglie. - continuando a leggere i genitori affermano - Da questo ultimo episodio è emerso l'impegno e la purezza con cui i bambini hanno lavorato per trasmettere concetti di pace ed amore, il lavoro, la perfetta armonia, la fantasia che ha contraddistinto le insegnanti nel preparare evento e bambini e la solita carenza di una struttura che non c'è (ricordate l'isola di Peter Pan? Forse nelle nostre amministrazioni aleggia, perseverante, il complesso)».
I genitori concludono ringraziando «per gli auguri di Buon Anno 2006 che ha fatto a noi e ai nostri figli tramite le testate giornalistiche locali e soprattutto loro la ringraziano per il regalo che potranno scartare all'inizio del nuovo anno scolastico, le 25 nuove aule. Quelle aule che sono state appaltate per Via Verona e Via Varese, quelle aule che necessitano di 595 giorni per la realizzazione (come recita il bando di gara), quelle aule i cui lavori ancora non sono iniziati.
Stia tranquillo Sindaco, a differenza di noi genitori, i nostri bambini credono ancora alla Befana e non saremo noi a fargli crollare quest'ultimo sogno».
Il Comitato per la Scuola chiude poi la lettera con un duro commento: «Che dire a questi genitori, che sono settari o alimentati dall'opposizione? Che sono facinorosi e dicono menzogne? No. Noi gli auguriamo Buon Natale e Buon Anno nuovo sperando che sotto l'albero riescano a trovare due cose nuove da scartare. Una scuola nuova ed un nuovo sindaco».
CONSIGLIO COMUNALE NATALIZIO
Probabilmente perché si vuole "favorire la partecipazione in massa dei cittadini" di Ardea alla seduta del prossimo consiglio comunale, esso è stato fissato per giovedì 22 dicembre alle ore 9:00 (sì, proprio di mattina).
Così, mentre il 51% degli italiani non riesce più a risparmiare, ad Ardea qualche consigliere (del quale taciamo il nome) rivolgendo gli auguri si lascia scappare che «da metà novembre a insalatine pe'
non rovinarsi l'appetito e pe' magna' i peggio trucchi tra i quali il classico slaccio di cinta dopo un paio di portate, oppure tuta come
abbigliamento di vigilia: non comprime e se pò magna' de piu'!».
Cosa c'è di meglio di un bel consiglio comunale alla vigilia di Natale nel quale i consiglieri possano scambiarsi gli auguri ed i regali? Peccato che il medesimo consigliere di poco prima si lamenti del valore dell'Euro: «So anni che sentiamo che co' l'euro tutto è aumentato: quelle che erano 5 mila lire ora nella nostra mente so' 5 euro.. etc etc ...sì sì col piffero... prima me regalaveno 50 mila lire, uno ora si aspetta 50 euro...e invece no, te se presenteno co' n pezzo da 20.. un pezzo da 5 e 50, 20 e 10 centesimi... che te verrebbe de daje na sediata».
Probabilmente tale rappresentazione natalizia soffre di un eccesso di tradizioni e costumi prettamente "ardiese" e le famiglie normali romane ed italiane, ma anche le famiglie ardeatine (e non "ardiesi") hanno tradizioni più moderate che, considerata la crisi economica attuale, rasentano quasi l'austerità.
Ardea e gli ardiesi sono un capitolo della storia a parte, al punto che la rappresentazione offerta dal consigliere del quale taciamo l'identità ha strane rassomiglianze con una festa pagana dei vichinghi. Che voglia dire qualcosa?
STORIE DI ORDINARIA FOLLIA NEL COMUNE DI ARDEA
Nel consiglio comunale del 14 dicembre è stata proposta una classificazione del territorio in zone acustiche da approvare in tutta fretta senza che di essa si sia parlato in commissione.
La cronologia degli atti merita però un'attenzione particolare.
Nell'agosto 2001 una legge regionale stabilisce l'istituzione di queste aree acustiche per integrare il piano regolatore ed eventualmente provvedere al recupero delle zone a più alto impatto acustico, la legge dava tempo fino a maggio 2004 per ottemperare alle indicazioni in essa contenute.
Nel 2002 venne dato all'architetto De Luca l'incarico di redigere un progetto regolarmente consegnato a febbraio 2003. Il progetto è stato lasciato in un cassetto fino al trentuno dicembre 2004, otto mesi oltre la scadenza della legge, l'architetto Pellico dirigente dell'area tecnica riesumato il progetto fece una proposta di delibera che chiaramente è rimasta lettera morta fino al 28 novembre 2005, data nella quale la Regione Lazio ha ricordato all'amministrazione comunale il mancato adempimento e la relativa sanzione che può variare dai cinquanta ai cento milioni del "vecchio conio".
A questo punto si è dato in tutta fretta un nuovo incarico e si è convocato il consiglio comunale. Una "normale" storia di mala amministrazione, ma ad Ardea siamo abituati a ben altro e si potrebbe quasi chiudere un occhio sull'accaduto se non fosse che, sotto l'incalzare delle opposizioni, l'architetto incaricato ammette che la fonte primaria dalla quale ha tratto le informazioni per la classificazione del territorio è il piano regolatore adottato nel 1979 e poi approvato nel 1984; ovvero quando nel comune di Ardea vivevano circa seimila persone.
A discolpa l'architetto specifica però che lo studio è stato integrato con i dati del censimento del 2000, data alla quale, secondo l'Istat, il comune di Ardea aveva 28.000 abitanti mentre attualmente all'anagrafe risultano oltre 42.000 residenti.
Per il pressing continuo delle opposizioni lo stesso tecnico ha dovuto poi ammettere che quel piano risultava sicuramente datato quindi sostanzialmente inesatto, ma il presidente del consiglio tagliava la discussione trovando il bandolo della intricata matassa con una soluzione a suo parere geniale: «basta approvarlo così evitiamo la multa tanto poi avete trenta giorni di tempo per fare le osservazioni».
Ovvero approviamo il piano, poi voi (minoranza all'opposizione) fate le osservazioni, a quel punto noi (maggioranza al governo) daremo un nuovo incarico.
Rimane un solo dubbio: chi pagherà questo nuovo incarico? Chi pagherà per l'incapacità di questa classe dirigente?
Lo so la storia sembra incredibile e potrebbe sembrare solo un banale attacco politico, purtroppo non è così; ne potrete avere la riprova leggendo la stenotipia del consiglio nell'apposita sezione "In Consiglio Comunale".
Ardea non smette mai di stupire, e mai smette di stupire questo sindaco e questa amministrazione di centro-destra arrogante, faziosa e pretestuosa. Si scopre che tale amministrazione indice un appalto per convogliare le acque ed evitare allagamenti nel centro storico di Ardea(?)!
Qualcuno si chiede "ma quando verrà mai giù quello spuntone di roccia tufacea"? Qualcuno invece nota lo stridente contrasto tra la ricca e sfarzosa decorazione natalizia della Rocca ed il brutto, misero, spelacchiato albero di natale allestito nella rotonda nei pressi del museo Manzù.
Qualcuno ancora si chiede quale grado di faccia tosta si debba avere per indire un bando di gara atto a "risanare" il centro storico dagli allagamenti, quando tanti cittadini sono stati pesantemente penalizzati dagli allagamenti in tutta Ardea?
In proposito il consigliere Roviglioni esorta il sindaco a ritirare il bando, vediamo se anche stavolta Carletto affermerà che è colpa dei dirigenti!
SINDACO REVOCA QUELL'APPALTO!
Sindaco revoca quell'appalto. Sono altre le zone che hanno delle priorità
assolute.
Bando di gara per pubblico incanto: € 270.880,74
"LAVORI DI CONVOGLIAMENTO ACQUE ED ALLAGAMENTI SUL TERRITORIO
COMUNALE ARDEA- CENTRO STORICO".
Un'opera sicuramente necessaria, ma non prioritaria. Intere zone sono ancora a rischio inondazioni, tanti nuclei famigliari vivono nell'incertezza pur continuando a pagare mutui salatissimi per l'acquisto della casa.
Nessuna certezza, nessuna individuazione delle cause che ancora permangono, nessun progetto di risanamento. Il Sindaco Eufemi continua l'attività amministrativa senza programmazione, seguendo principi politici localistici più che criteri oggettivi dettati dall'emergenza. Chiediamo il ritiro del bando e l'utilizzo dei fondi stanziati su opere idrauliche che interessano le zone più a rischio.
Un principio di civiltà ed equità che la maggioranza di centro-destra ed il Sindaco Eufemi evidentemente ignorano.
Nell'apposita area "In Consiglio Comunale" è stato reso disponibile il testo relativo agli interventi nel corso della seduta del 14 dicembre u.s.
Apparentemente slegato dal consiglio comunale, ma invece a nostro avviso legato a doppio nodo (considerato come si svolgono i consigli comunali di Ardea), è l'intervento del vicecoordinatore della Margherita di Ardea Michele Lotierzo intitolato "Nel baratro morale un plauso per la Procura di Velletri" ed inserito nell'area "Opinioni dai politici".
Un intervento pienamente condivisibile alla luce della sfrontatezza con la quale l'amministrazione di centro-destra governa questa città. Un messaggio aspro e lineare, che vi invitiamo a leggere nella sua completezza nell'apposita area, nel quale tra le altre cose si afferma: «La preoccupazione è ormai devastante e deve indurre i cittadini a non distogliere l'attenzione dalle gravi responsabilità amministrative dei comuni del circondario e porre nella giusta considerazione i seguenti rilievi e accadimenti:
il livello di corruzione pubblico/privato è elevato, comunque più forte di sempre;
chi amministra le nostre cittadine non può uscirsene allegramente con dichiarazioni da "educande". Quando il malaffare coinvolge anche la parte pubblica le responsabilità dei sindaci, degli assessori e dei consiglieri di maggioranza non possono che risultare enormi;
sono speciosi, ormai ridicoli, i discorsi di chi si lamenta sempre e comunque che è difficile governare con una eredità pesante del passato e amenità similari;
è necessario prendere atto che sono in gioco le libertà di ognuno, come è stato evidenziato dalle recenti intimidazioni ad esponenti della stampa di Ardea e, addirittura, anche col ricorso ad attentati incendiari;
certamente non giova all'esigenza di governabilità il clima eccessivamente ostile creato dalle forze di maggioranza verso le opposizioni, quasi a volerle imbavagliare;
i rappresentati del popolo di livello "superiore" non potevano non sapere della deriva malavitosa, come dimostrano i recenti dimissionamenti e imbarazzi negli ambienti di Alleanza Nazionale e di Forza Italia.
In un contesto così disarmante l'unica notizia positiva, per i cittadini onesti, va individuata nella riaffermata speranza che, ancora un volta, possono contare nella magistratura ed in particolare in quella penale di Velletri.
In conclusione, l'auspicio degli uomini liberi, dei democratici convinti (senza distinzioni di casacche o appartenenze), non può che indirizzarsi verso l'esigenza insopprimibile di un repulisti generale. Un intervento ancora più forte ed incisivo della magistratura senza riguardi per nessuno amministratori o concussori che siano. Si riempiano in fretta, quindi, le patrie galere: un passaggio drastico, ma salutare e si ridia la parola al popolo sovrano.
Oggi più che mai su di esso si abbatte una più gravosa e decisiva responsabilità: scegliere con maggiore oculatezza i propri rappresentati nell'ambito di un realistico e non mirabolante programma di governo, per uno sviluppo sostenibile e non drogato dalla forte edilizia speculativa».