Nel consiglio comunale del 22 dicembre è stata deliberata la modifica della convenzione che regola i rapporti con la concessionaria dei servizi idrico e fognario.
Carletto, al solito, si è regolarmente lanciato nell'annuncio alla stampa: «Il Comune deve riappropriarsi della progettazione, programmazione e gestione dei servizi basilari per la collettività. La delibera contiene la conferma della scadenza dell'attuale rapporto con le concessionarie a dicembre 2006 e la possibilità per il Comune di gestire direttamente le opere».
Ma a guastare la festa giunge una lettera dell'Idrica, la concessionaria del servizio idrico, che rammenta come, con la delibera, la durata della convenzione con termine a dicembre 2006 (invece che nel 2020) sarebbe dimezzata. Ma, soprattutto, nella lettera l'Idrica sottolinea che «utilizzerà tutti i metodi previsti dalle leggi esistenti a difesa dei suoi diritti, in quanto anche se per assurdo fossero riscontrati dall'Autorità Giudiziaria dei vizi formali nell'espletamento della gara di affidamento della Concessione la responsabilità ricadrebbe solo sulla stessa Amministrazione Comunale e non certo sulla Concessionaria; tanto meno sull'attuale proprietà della società stessa, in quanto subentrata solo nel 1995».
La lettera prosegue affermando: «giova ricordare che sia la delibera n° 238 del 23/03/1995 che la delibera n° 160 del 02/08/1996, inerenti l'approvazione del progetto e la costruzione del depuratore, come ben noto al Consigliere Tiziana Bartolini, allora Sindaco, non contenevano la dichiarazione di pubblica utilità necessaria per procedere alla espropriazione dei terreni de-quo e che quindi il Concessionario si è trovato nella necessità inderogabile, in quanto a più riprese pressato dall'Amministrazione Comunale, di acquisire direttamente l'area su cui giace il depuratore; le somme previste nella citata delibera ammontanti a circa 185.000.000 milioni di lire non sono mai state né, né incassate, in quanto del tutto insufficienti all'acquisizione dei terreni stessi. A tale proposito si rileva come l'impegno economico ed organizzativo della Concessionaria finalizzato alla costruzione di un'opera fondamentale per il comprensorio comunale come il depuratore, atteso e sempre rinviato per circa 15 anni, invece di essere giudicato positivamente viene pretestuosamente utilizzato per attaccare la Concessionaria e criticarne il comportamento».
Che dire di più? Forse che i poter forti dello stato all'interno dello Stato nazionale ad Ardea siano arrivati alla resa dei conti? Con le indagini della Magistratura che premono, nel nome del ritorno alla legalità si vuole dare una parvenza di pulizia e levarsi dal pantano? Ma, come al solito, chi pagherà per queste operazioni di pulizia? Come sempre, i cittadini?...
Già, perché in caso di risoluzione anticipata della concessione, l'Idrica chiederebbe ben oltre 4 milioni di Euro, spesi in lavorazioni di vario genere, come la posa di oltre 10 Km di condotte idriche, che non potrebbero essere ammortati e quindi sarebbero richiesti per intero.
E chi pagherebbe? Quanto influirebbero sulle dissestate finanze comunali che non si comprende come continuino ad essere dissestate (anzi si comprende benissimo). I soliti cittadini obbligati da un'amministrazione inetta, incapace, riuscita a perdere i dati relativi alla riscossione dei tributi, che non ha inviato per decine di mesi le bollette di pagamento ai residenti e quando ha ritrovato i dati, li ha costretti a pagare il doppio per i propri errori!
Ogni commento, come sempre accade per Ardea, appare inutile, scontato e forse superfluo, i commenti fateli da soli leggendo la lettera dell'Idrica.