INTERESSI DEI CITTADINI?
NO MEGLIO GLI AFFARI NOSTRI!
Il centrodestra continua a governare con una logica affaristica e lontana dai bisogni dei cittadini. Invece di far funzionare gli uffici e i servizi inventa nuovi carrozzoni utili solo a soddisfare esigenze spartitorie e di clientele. Dubitiamo che delle società di capitali possano dare qualità ai servizi, soprattutto se a gestirle saranno gli stessi che hanno ampiamente dimostrato in tanti anni la loro incapacità di amministrare. Prova ne sono i miliardi pagati per le cause perdute dal comune contro le aziende che hanno gestito servizi pubblici ad Ardea. Chi non ha mai saputo difendere gli interessi della collettività non è credibile oggi se dice di voler creare società miste per far funzionare meglio la farmacia comunale o la raccolta dei rifiuti solidi urbani. E' indecente, poi, che mentre pagano quasi 4 miliardi di vecchie lire alla Cosev per un cimitero con le tombe immerse nell'acqua, pensano all'ampliamento con le stesse logiche attraverso il project financing.
Ma quale trasparenza, ma quale uomo nuovo? Il Sindaco Eufemi e la sua maggioranza di centrodestra si muovono nelle stesse direzioni e con i medesimi metodi delle precedenti. Aver votato alle quattro di mattina - senza le necessarie valutazioni e premesse, senza una maggioranza qualificata - un atto di così grande importanza e oltretutto sbagliato dal punto di vista amministrativo è un'ennesima dimostrazione di arroganza e mancanza di rispetto per la città.
Di fronte alla gravità di tutto questo il comportamento di Mauro Giordani, eletto consigliere provinciale con il centrodestra e candidato con il centrosinistra alle ultime elezioni regionali, è incomprensibile. La sua decisione di votare la delibera per la costituzione delle Spa è grave perché il suo è stato l'undicesimo voto regalato ad una maggioranza senza numeri e che ha permesso al provvedimento di passare anche se, come da lui stesso dichiarato, non ne conosceva i contenuti. Il voto per un atto di bilancio è una sottoscrizione politica ad una maggioranza di governo. Come si può stare con il centrosinistra alla Provincia e con il centrodestra al Comune? Auspichiamo che al più presto sia fatta chiarezza per affrontare con tutta serenità i prossimi impegni politici nazionali e locali.
Tiziana Bartolini
Valtere Roviglioni
L'ULTIMO CONSIGLIO
Nell'apposita sezione "In Consiglio Comunale" è stata resa disponibile la trascrizione relativa al consiglio comunale svoltosi il 25 gennaio u.s.
A tutti... Buona lettura.
STOP AI 35 EURO PER LE MATERNE PARITARIE
Riceviamo dal consigliere Roviglioni un ordine del giorno presentato dal consigliere Tiziana Bartolini e sottoscritto dai consiglieri di opposizione Roviglioni, Abate, Mastrorilli, modificato in alcune parti su richiesta del Sindaco e votato all'unanimità nel corso del Consiglio Comunale del 25 gennaio 2006.
Carenza aule scolastiche. Scuole materne / convenzione con materne paritarie e rette a carico delle famiglie
Premesso
che permane una situazione di grave carenza di strutture scolastiche nel nostro territorio e che tale carenza riguarda anche le scuole materne
che ad oggi i bambini e le bambine residenti nella fascia di età interessate alla frequenza delle scuole materne risultano essere ben più di 1.300
che le sezioni di scuole materne (pubbliche e private) attive oggi (anno scolastico 2005/2006) sono insufficienti a coprire il reale fabbisogno della popolazione scolastica
che per consentire a tutti i bambini e le bambine di età compresa tra i 3 e i 5 anni residenti nel nostro comune di frequentare la scuola materna pubblica occorrerebbero immediatamente molte nuove aule (45 come da analisi diffuse dal Comitato per la Scuola elaborate sulla base di dati ufficiali dell'anagrafe)
che nel programma triennale 2005/2007 l'unico intervento previsto dall'attuale amministrazione è individuato nell'importo di Euro 417.813,00 (Ampliamento scuola materna S. Antonio, II lotto int 2.04.01.01 peg 170 - mutuo E 5038444) previsto nel 2007 e anticipato al 2006 a seguito di richiesta dell'opposizione in sede di Commissione
che dal luglio 2004, data dell'insediamento dell'attuale maggioranza, non sono stati posti in essere altri provvedimenti amministrativi volti a sopperire a tale carenza, neppure in modo parziale e/o temporaneo, e che l'unico punto significativo è l'aver dato esecuzione all'ampliamento della Scuola di S. Antonio (I lotto deliberato e messo a bando dalla Commissaria Prefettizia ed altre 2 sezioni a T. S. Lorenzo)
che conseguentemente anche questa amministrazione, come quelle che l'hanno preceduta, è costretta a rivolgersi alle strutture private -che peraltro in questi anni hanno fornito alle famiglie e ai bambini/e un servizio ineccepibile- stipulando apposite convenzioni
che lo scenario strutturale permane immutato con tutti i suoi pesanti deficit e che quindi risultano assolutamente non comprensibili le ragioni che hanno indotto codesta amministrazione ad intervenire nella materia modificando profondamente la struttura della convenzione stipulata con le scuole materne paritarie
che il risultato più evidente (e forse l'unico) conseguito con la nuova convenzione è quello di far pagare alle famiglie una retta mensile di Euro 35,00
che tutta la normativa di riferimento prodotta a livello nazionale (L. 30/2000; L. 62/2000; L. 53/2003) e regionale (L.R. 29/1992) non introduce criteri in base ai quali alle amministrazioni è impedito di coprire interamente i costi delle scuole materne e che infatti nelle delibere di Giunta non è fatto cenno a nuove imposizioni normative che impongono cambiamenti nelle consolidate relazioni con le scuole paritarie
che le delibere di Giunta (n. 122 del 31/8/2005 e 141 del 27/10/2005, affisse all'Albo Pretorio nel mese di ottobre) sono provvedimenti assunti in ritardo e resi efficaci successivamente all'inizio dell'anno scolastico, anno le cui iscrizioni peraltro erano state effettuate dai genitori nel mese di gennaio e senza avere contezza dell'aggravio economico che stavano inconsapevolmente assumendo (impegno economico da aggiungere alle altre numerose spese che le famiglie devono sostenere per corsi educativi paralleli, materiali didattici di supporto, mensa, trasporto, gite ecc)
che la questione fu sommariamente esaminata, senza peraltro giungere ad un parere conclusivo, in sede di Commissione
che una così profonda mutazione di indirizzo del rapporto stipulato tra famiglie e scuole paritarie in cui il Comune viene ad assumere la veste di soggetto terzo aveva bisogno del preventivo esame e deliberazione del Consiglio comunale trattandosi di atto di indirizzo
il Consiglio comunale invita il Sindaco e la Giunta a
porre in essere tutti i provvedimenti e gli atti necessari affinché vengano eliminate le disparità di trattamento esistenti in quanto si riscontrano tre diverse tipologie:
famiglie che riescono a mandare i bambini alle scuole materne pubbliche senza nessun onere,
famiglie che riescono ad accedere alle scuole paritarie che sono oggi costrette a pagare una retta di 35,00 euro,
ed infine una terza categoria costituita dalle famiglie che, non avendo trovato posto né nelle scuole pubbliche né in quelle paritarie, sono obbligate a rivolgersi a quelle private sobbarcandosi completamente i relativi oneri.
Per raggiungere tale scopo in particolare si invita a predisporre un piano di interventi straordinario che, nelle more della programmazione e realizzazione di nuovi edifici scolastici, preveda contributi mirati a tutte le famiglie cui oggi è richiesta la retta mensile per frequentare le scuole materne paritarie convenzionate con il Comune onde rimuovere le disparità sopra descritte;
rivedere la programmazione dell'edilizia scolastica in modo da imprimere un'accelerazione a quanto già previsto nel piano triennale delle opere 2005/2007 e, non confidando ulteriormente in eventuali interventi di privati, stanziando nel bilancio di previsione 2006 somme sufficienti a realizzare i plessi scolastici necessari a soddisfare le attuali carenze per le scuole dell'obbligo e per le materne
invita il Presidente del consiglio comunale a porre all' ordine del giorno della prossima seduta tale argomento
QUESTO MATRIMONIO SI DEVE FARE!...
A parziale comprensione di questo titolo vale la pena leggere più avanti in questa stessa pagina la nota "ADESSO CORTEGGIANO LA TRASPARENZA"... Adesso, a Carletto serve proprio la trasparenza!
È quanto si evince sempre più anche da una nota di agenzia diffusa alle 17:53 del 30 gennaio 2006.
COMUNI: ARDEA; COMMISSIONE TRASPARENZA; EUFEMI, RESTI ABATE
SINDACO RINNOVA INCARICO A PRESIDENTE DIMISSIONARIO
Dopo la decisione del presidente della commissione trasparenza del Comune di Ardea, Antonino Abate, di dimettersi per intimidazioni ricevute e per una carenza di mezzi operativi, il sindaco Carlo Eufemi, ha rinnovato al consigliere dimissionario l'invito a mantenere l'incarico. Di recente Eufemi ha inviato ad Abate una lettera in cui parla di rafforzare il controllo di comportamenti scorretti nell'amministrazione e la trasparenza amministrativa. Oggi ha reso noto che sta predisponendo un'apposita stanza di fronte al suo ufficio destinata alla commissione e che si stanno cercando adeguate risorse umane e strumentali per il suo funzionamento.
POLEMICA DI PARTE CIVILE
L'ultimo consiglio comunale propone uno strascico che farà ben capire alla cittadinanza, semmai ce ne fosse ancora bisogno, quale sia la vera faccia degli amministratori di Ardea.
Il documento presentato dalle opposizioni, chiaro e preciso negli obiettivi che si prefiggeva, dopo ore di dibattito estenuante e a tratti grottesco, è stato rigettato dalla maggioranza per essere alla fine sostituito da un documento generico rinviato all'approvazione della giunta al governo di Ardea.
Un comportamento prevedibile in considerazione della rete di parentele e amicizie esistente tra funzionari, impiegati comunali, personaggi politici e del mondo imprenditoriale della cittadina.
Ma, la contrarietà alla partecipazione al procedimento penale del Comune in qualità di parte civile non poteva essere apertamente palesata, specialmente in considerazione delle numerose notizie apparse sulla stampa, dell'interrogazione parlamentare e di numerose dichiarazioni in merito all'esistenza di infiltrazioni mafiose nella conduzione della vita amministrativa di Ardea.
La mozione ha creato una situazione spinosa della quale la stampa non ha mancato di rendersi conto. Lo testimonia un articolo de' "Il Messaggero" di sabato 28 gennaio, a firma di Giovanni Salsano, del quale vi riproponiamo di seguito il testo.
Ardea - Lo scandalo degli scuolabus: è polemica sulla parte civile
Fa discutere ad Ardea la mancata approvazione da parte del consiglio comunale di un ordine del giorno per la costituzione di parte civile del Comune nell'eventuale procedimento penale relativo alla vicenda-scuolabus, pendente tra gli altri anche nei confronti di funzionari comunali. «In un periodo come questo - si legge nel documento proposto dall'opposizione e presentato dal consigliere di Rifondazione comunista Valtere Roviglioni - che vede il comune di Ardea, al pari di altri comuni del litorale sottoposto a indagini della magistratura per sospetti coinvolgimenti mafiosi, corre la necessità di promuovere iniziative volte a testimoniare l'estraneità da logiche affaristico-criminali dell'ente che siamo chiamati a rappresentare».
Dopo ore di dibattito, l'ordine del giorno è stato sostituito da un altro che rimanda la questione alla giunta. La vicenda risale al 2003, allorché le indagini della Guardia di Finanza portarono all'arresto del titolare della società che si occupava del trasporto scuolabus, Nazzareno Ottaviani, e di alcuni dipendenti comunali. Le ipotesi di reato, respinte dagli accusati, erano di truffa, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e turbata libertà degli incanti. Secondo l'accusa, infatti, la società avrebbe presentato al Comune, con la compiacenza di funzionari comunali, fatture gonfiate e relative a corse mai effettuate.
ADESSO CORTEGGIANO LA TRASPARENZA...
Vista la mala parata il sindaco Carletto per rendere la propria posizione meno pesante, in un possibile futuro procedimento nei confronti dell'amministrazione comunale, ha pensato bene di cercare di appianare qualche divergenza. Il tentativo più eclatante è stato cercare di far ritirare le dimissioni all'ex-presidente della commissione consiliare trasparenza Antonino Abate.
Per chi non lo ricorda, Abate presentò le dimissioni nel corso di un movimentato consiglio comunale nel quale altri esponenti dell'opposizione poterono partecipare al dibattito solo grazie alla presenza di una scorta. Abate dette le dimissioni in seguito alle numerose intimidazioni ricevute nello svolgimento del proprio lavoro.
In risposta all'appello del sindaco Carletto, Abate ha dichiarato: «si può rispondere positivamente solo se saranno immediatamente create le condizioni affinché la commissione possa esercitare realmente la sua funzione di controllo e garanzia, ad esempio dotandola di un ufficio con le pertinenze e gli strumenti idonei».
A questa dichiarazione Abate ha poi aggiunto: «La decisione non fu assunta solo sulla spinta emotiva di un clima di intollerabile intimidazione, ma anche sulla base di un giudizio negativo sulla condizione dell'ufficio».
Qualcuno, dietro queste dichiarazioni scorge la possibilità che Abate possa, solo in cambio di un bell'ufficio e di una bella segretaria, tornare sui propri passi ed accettare così il corteggiamento di una maggioranza che cerca di minare l'opposizione con ogni metodo; oppure, più semplicemente, che cerca disperatamente un porto dove approdare sulla sponda opposta a quella dove ha finora preso il sole...
Vedremo cosa accadrà: se Abate vestirà "l'abito del promesso sposo", o se invece lascerà gli invitati ad aspettare inutilmente, smentendo così molto sonoramente le voci maliziose che lo vorrebbero sul punto di capitolare...