Il Corriere della Sera del 5 marzo 2006 è tornato sulle presunte infiltrazioni malavitose esistenti sul litorale. In un articolo firmato da Alessandro Fulloni si può leggere quanto segue.
Dopo il comune di Nettuno sciolto a novembre perché infiltrato dalla 'ndrangheta è quello di Ardea sottoposto all'indagine della prefettura che, tra due mesi, potrebbe portare allo stesso risultato.
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Ad Ardea il business dell'edilizia si confonde con l'«industria» dell'abusivismo, come dimostra l'indagine del pm Giuseppe Travaglini: si costruisce ovunque, sovente dove non si può, con gravi danni per l'ambiente.
È il caso di quelle eleganti villette innalzate su canali di scolo, provocando da settembre tre disastrosi allagamenti. Così, dopo gli avvisi di garanzia piovuti sui funzionari che hanno firmato i permessi, il sindaco Carlo Eufemi ha deciso di sospendere il rilascio delle licenze urbanistiche. Ma nel comune costiero l'atmosfera è incandescente soprattutto per l'atteso insediamento della commissione nominata dal prefetto Achille Serra.
Saranno un dirigente della Questura di Roma, uno dell'Ufficio territoriale e due ufficiali di carabinieri e finanza a indagare sull'infiltrazione delle cosche nell'amministrazione. Un sospetto motivato anche dagli accertamenti che hanno portato allo scioglimento del municipio di Nettuno, con un pregiudicato intercettato mentre si vantava di avere ad Ardea «i vertici politici a mia disposizione».
IL CAOS...
«Troppo caos nel settore delle costruzioni, con troppo spesso catene ininterrotte di subappalti in subappalti, scarso rispetto delle regole e della messa in sicurezza, nessuna responsabilizzazione di fatto delle figure chiave di cantiere. Insomma, un terreno di coltura ideale per le infiltrazioni mafiose che trovano in questo settore uno dei canali privilegiati d'intervento per una mafia che punta ormai a alti livelli finanziari delegando poi la gestione del mercato a un mondo di imprese spregiudicate. Da un lato c'è un tavolino di spartizione dei grandi appalti, che forse si attua anche qui nel Lazio - ha spiegato il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Luigi De Ficchy - Dall'altro una mezza giungla in cui l'impresa mafiosa offre tutti i suoi vantaggi: non accede a mutui perché ha denaro in proprio, non paga tangenti, non subisce scioperi, opera con lavoro nero e corrompe chi deve controllare».
La dichiarazione del sostituto procuratore DDA De Ficchy giunge dalle pagine della "Cronaca di Roma" del Corriere della Sera del 4 marzo 2006 in merito alla "proposta degli assessori Astorre e Bonelli di istituire osservatori sulle "ecomafie" e sui lavori pubblici poiché l'attuale legge antimafia non basta più: troppe inosservanze, scarsa capacità di contrasto nei confronti dell'infiltrazione mafiosa, troppo spesso bypassata senza troppe preoccupazioni".
L'articolo del Corriere della Sera prosegue affermando: «L'infiltrazione non è appannaggio solo delle costruzioni.
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E poi, il nuovo caso di Ardea che dopo Nettuno è il secondo comune del litorale oggetto di una indagine della Commissione prefettizia: il sospetto è sempre il solito, infiltrazione mafiosa. Ricordiamo quali sono stati i settori incriminati per lo scioglimento del consiglio comunale di Nettuno - ha specificato De Ficchy - cimitero, rifiuti, riscossione tributi. E sempre De Ficchy ha radiografato la situazione di Roma e del Lazio alla luce dei procedimenti avviati dalla DDA: ben 204, tra inchieste su tratta delle persone, traffico di stupefacenti e associazioni mafiose, nel solo 2005. Un numero superiore a quello di un posto come Reggio Calabria».
Nonostante tutto ciò, continua la sarabanda di annunci stampa tesi a voler far apparire Ardea una cittadina normale. Così si annuncia in pompa magna la previsione di bilancio per il 2006, si legge che un assessore si dimette e che 110 manufatti abusivi sono pronti ad essere abbattuti o acquisiti al patrimonio comunale.
Continua così...
... L'EFFETTO ANNUNCIO!
Il sindaco di Ardea, Carlo Eufemi, "annuncia il bilancio di previsione 2006 approvato dalla giunta, che prevede investimenti per 7 milioni 700 mila euro. Il documento di programmazione sarà portato all'esame del consiglio comunale per la fine di marzo.
Un bilancio di metà mandato che rappresenta l'anima dell'attività dell'amministrazione. Per Eufemi un bilancio che permette di intervenire sulle grandi questioni insolute della città.
Tra i punti salienti l'edilizia scolastica mediante la più volte annunciata realizzazione di 15 nuove aule che permetteranno di risolvere i
problemi degli spazi alle elementari e di azzerare le liste di attesa alla materna, ha detto il sindaco.
Eufemi ha annunciato anche il varo di un progetto per 20 milioni di euro da destinare (ma guarda un po') all'ampliamento del cimitero e per abbattere o annettere al patrimonio comunale 150 edifici abusivi non sanabili.
Intanto, l'assessore alle finanze del comune di Ardea, Rino Combi (An), rassegna le proprie dimissione motivandole come atto di protesta per la decisione del Prefetto di Roma di nominare la commissione d'accesso che verifichi le eventuali infiltrazioni della criminalità.
Secondo Combi non esistono situazioni che possano motivare una simile decisione.
Il sindaco Carletto assume così "ad interim" (come va tanto di moda in questa nazione) il mandato di assessore alle finanze: «per il momento non nominerò altri assessori e manterrò io la carica. Non credo che i partiti della maggioranza avanzino richieste di subentrare nell'assessorato, anche perché non si tratta di un problema di natura politica. Non condivido le motivazioni di Combi ma le rispetto, come rispetto la decisione del Prefetto. Voglio solo dire che questa amministrazione, come ho ripetuto più volte, lavora su principi di trasparenza, correttezza, legalità. Cosa che ha segnato un netto distacco da metodi del passato».
Sono oltre un centinaio le sentenze di demolizione relative alle costruzioni abusive sul territorio di Ardea. Al cittadino distratto la notizia della possibile demolizione potrebbe sembrare la conferma delle parole del sindaco.
Il sindaco Carletto continua ad affermare che le demolizioni, o le acquisizioni al patrimonio comunale (la decisione sarà presa in un prossimo consiglio comunale), sono «la prosecuzione di un lavoro cominciato sin dall'insediamento dell'amministrazione e che serve a dare un segnale forte ad una città che deve vivere nel rispetto della legge. Troppo spesso si è assistito ad uno sviluppo incontrollato del settore edilizio, mentre in questo territorio ci deve essere il rispetto delle regole».
Peccato che Carletto dimentichi che per anni l'unico segnale di legalità da parte dell'amministrazione sia pervenuto esclusivamente dalle opposizioni di centrosinistra, costrette ad una sequela di esposti, denunce, segnalazioni molto prima degli allagamenti dello scorso settembre, che "ufficialmente" hanno sancito l'avvio delle indagini.
Esposti e denunce quelle del centro-sinistra (in particolare dal Partito della Rifondazione Comunista) ampiamente documentate fin dalla nascita di questo sito, riferiti all'edilizia disordinata e incontrollata, agli sventramenti delle colline, all'intubazione dei fossi e canali di scolo, alla costruzione sugli argini dei fossi grazie alla facile concessione delle licenze da parte delle passate amministrazioni di centro-destra come quella della quale anche l'attuale sindaco fa parte.
Nonostante gli annunci con grande effetto mediatico del sindaco Eufemi, i controlli a tappeto dei vigili urbani, le indagini da parte dei carabinieri (coordinati dalla Procura di Velletri) probabilmente sono inserite in un quadro ben più ampio nel quale la vernice di legalità ostentata appare fragile.