Continua "GREEN MOVIES", la rassegna di videoproiezioni su non-violenza ed ecologismo organizzata da Greenpeace Castelli Romani, in collaborazione con l'associazione culturale Sh Studios.
"GREEN MOVIES" è a Pomezia, presso gli Sh Studios, in via dei Castelli Romani, 12 (ingresso bowling). Tutti i giovedì, fino all'11 maggio 2006 - Ore 21.30 - Ingresso libero.
Info: 328 76 70 740 - castelli.romani@greenpeace.it
Questo giovedì (20/04), ore 21.30:
The Corporation
di Jennifer Abbot, Marc Achbar e Joel Bakan - Canada, 2003 - Durata: 145' - Genere: documentario
Chi è capace di controllare e manipolare la vita di milioni di persone, da New York a Djakarta, da Mosca a Buenos Aires, da Tokio a Londra? Non più le monarchie o il Partito, ma la "corporation", l'impresa capitalistica multinazionale.
Concentrata al suo unico scopo, il profitto ad ogni costo, la corporation sta invadendo ogni spazio delle nostre vite: decide cosa mangiamo, cosa apprendiamo dai media, sceglie il presidente degli Stati Uniti e poi gli dice come e quando fare la guerra; determina cosa respiriamo, controlla e dirige la ricerca scientifica e quindi sceglie quali malattie saranno o non saranno curate nei prossimi decenni.
In questa bulimica e paranoica corsa all'accumulo, la corporation sta distruggendo il pianeta, devastando, come un ossesso scatenato e miope, risorse che non saranno mai più rimpiazzate.
La corporation è un pazzo incontrollato, e domina le nostre vite! Due ore di cinema che fanno capire "dove stiamo andando".
Il film, che ha vinto il premio del pubblico al Festival di Sundance, è stato distribuito in tutto il mondo e ha richiamato al cinema milioni di persone. È considerato uno dei più importanti documenti del movimento anticapitalista di questi ultimi anni.
IL PRC DI ARDEA RINGRAZIA GLI ELETTORI
Il Circolo di Ardea di Rifondazione Comunista ringrazia i quasi 2000 elettori che al Senato hanno scelto di votare PRC.
Il risultato delle appena trascorse elezioni politiche ha un significato particolare per il locale circolo di Rifondazione Comunista.
Basta confrontare i voti ottenuti alle politiche 2006 con quelli per la nomina del consiglio regionale del Lazio (aprile 2005) per rendersi conto dell'incremento di preferenze ottenuto:
734 voti nel 2005 (4,36%)
1997 voti per il Senato (9,44%)
1715 voti per la Camera (7,42%)
Queste cifre rappresentano un significativo consenso espresso da chi ad Ardea ritiene che possa esserci la possibilità di un cambiamento e perciò ha deciso di votare PRC.
QUEI TERRENI SOTTRATTI ALLA PUBBLICA UTILITÀ
Ardea è cresciuta urbanisticamente in completo disordine, l'abusivismo è ancora cultura dell'illegalità, favorita dai continui condoni dei governi di centro destra. Negli anni sessanta e settanta interi territori sono stati interessati a convenzioni di lottizzazione: Nuova Florida, Nuova California, Colle Romito, ecc.
In tutti questi accordi, sottoscritti tra privati lottizzatori ed Ente Comunale, si prevedevano terreni ceduti ad uso pubblico per la realizzazione di servizi.
Negli anni successivi, la maggior parte di questi terreni, per dolo e negligenza, non sono mai stati acquisiti al patrimonio comunale, tanti di questi sono stati venduti o occupati abusivamente ed edificati.
Le tecniche di acquisizione, e conseguente edificazione, lasciano pensare ad una vera e propria organizzazione interna ed esterna all'Amministrazione, una commistione di interessi illeciti ai danni della collettività e del patrimonio pubblico.
Nel 2002 su proposta delle opposizioni, finalmente il Consiglio Comunale decretò la trascrizione al patrimonio, ma ogni qualvolta si è deliberato per un'opera pubblica (vedi la scuola superiore), si è aperto un contezioso con presunti personaggi che ne rivendicano la proprietà.
L'ultimo stillicidio a cui stiamo assistendo è la pratica di usucapione non solo su terreni pubblici, ma anche privati. Un fenomeno quanto meno anomalo che comincia a dare nell'occhio, che inquieta soprattutto per la rapidità di rilascio delle concessioni edificatorie.
Nel Consiglio Comunale del 12 aprile abbiamo proposto una commissione di indagine amministrativa presieduta dal Sindaco che verifichi lo stato delle trascrizioni al patrimonio e operi un monitoraggio delle istanze di richiesta di usucapione.
Aspettiamo una sollecita convocazione da parte del Sindaco, consapevoli dell'importanza di definire il patrimonio, per dare senso e concretezza alle proposte di realizzazione di scuole ed edifici pubblici attesi da anni da una comunità ormai stanca di aspettattive e promesse deluse.
È stato il colpo a sorpresa del presidente Berlusconi nell'ultimo confronto televisivo pre-elettorale: l'abbattimento o, se preferite, la riduzione dell'ICI per la prima casa.
In molti hanno preso sul serio quella proposta, così come forse hanno fatto gli elettori di Ardea della "Casa delle Libertà" che proprio per tale motivo hanno confermato la loro fiducia a Forza Italia ed agli altri partiti della coalizione; ma cosa accade se qualcuno formalizza tale proposta in consiglio comunale?
È divertente (o forse tragico) constatare come all'improvviso le cose cambino ed a giudicare dalle notizie di agenzia, diffuse dopo il consiglio comunale, il centro-destra di Ardea (e forse tutto il centro-destra) non ci fa una bella figura.
Non ci rimane che constatare come Ardea continui a fare scuola travalicando i confini locali così come testimonia anche un articolo apparso sul Corriere della Sera di giovedì 13 aprile a firma di Paolo Brogi, riportato piť avanti.
ARDEA, CENTROSINISTRA PROPONE RIDUZIONE ICI: NO DEL CENTRODESTRA
(OMNIROMA) Ardea, 12 apr - Il centrosinistra di Ardea, nella seduta di consiglio comunale di oggi, ha proposto di abbassare dal 4,5 per mille al 2 per mille l'Ici sulla prima casa e di recuperare il minor gettito alzando dal 6 per mille all'8 per mille quella sulle seconde case che sono state realizzate da vari consorzi edili direttamente a ridosso della spiaggia. In sede di votazione i consiglieri comunali del centrodestra hanno però respinto la proposta sostenendo che le case sono uguali e che la differenziazione avviene attraverso gli estimi catastali.
I consiglieri Tiziana Bartoloni dei Verdi e Walter Roviglioni di Rifondazione hanno risposto che "tale proposta è stato il cavallo di battaglia del centrodestra nelle elezioni. Ma qui ad Ardea, dove ha vinto, ci si rifiuta di applicarla" e che le prime case "sono state costruite dalle famiglie di quei cittadini che hanno usato in questo modo i loro risparmi e non hanno mai chiesto sussidi come le case popolari, per cui tale imposta quando è possibile va ridotta"
ICI: ARDEA, CENTRODESTRA BOCCIA ABBATTIMENTO PER PRIMA CASA
DELIBERA PROPOSTA DA OPPOSIZIONE DI CENTROSINISTRA
(ANSA) - ARDEA (ROMA), 12 APR - E' stata respinta dai consiglieri di maggioranza del centrodestra di Ardea, un paese vicino a Roma, la proposta presentata in consiglio comunale dal centrosinistra di abbattere l'Ici sulla prima casa al 2 per mille (dal 4,5 attuale) e contestualmente di alzare quella sulle seconde case che si trovano a ridosso della spiaggia dal 6 all'8 per mille.
Il capogruppo del Prc Valter Roviglioni ha parlato dell'abbattimento Ici come ''fondamentale equita' in relazione alle imposte sulla prima casa di quei lavoratori che l'hanno costruita con i loro risparmi, senza andare a chiedere il sussidio di alloggi popolari'' e di ''diverso valore delle abitazioni rispetto alla collocazione, per cui la fascia costiera ha senz'altro un pregio maggiore''.
Il consigliere dei Verdi Tiziana Bartolini ha ricordato ''l'uso in campagna elettorale di questa proposta da parte del presidente Berlusconi, che l'ha sbandierata, mentre voi oggi dite di no'' e il fatto che ''vari Comuni l'abbiano comunque applicata, cercando dei correttivi che permettano di non incidere sulle entrate di bilancio. Cosa che si potrebbe fare anche ad Ardea agendo in particolare sulle seconde case costiere''.
Il centrosinistra: «Ma è un'idea del vostro premier...».
Il sindaco: «E poi come la mettiamo col bilancio?»
MENO ICI? AD ARDEA LA CDL RISPONDE PICCHE
Abbattimento dell'Ici sulla prima casa? Ad Ardea l'idea lanciata da Silvio Berlusconi è stata presa sul serio ed è stata formalizzata nel consiglio comunale di ieri mattina. Ma con un voto di 12 a 6 il consiglio comunale ha respinto l'ordine del giorno. A dire no sono stati compatti tutti e 12 i consiglieri del centrodestra, col sindaco Carlo Eufemi in testa, e a dire sì i sei (su otto) consiglieri presenti del centrosinistra. A registrare l'evento è stato il salone dell'albergo ristorante «La pineta dei liberti» sul litorale di Tor San Lorenzo, dove il consiglio comunale privo di un luogo proprio si riunisce abitualmente (previo pagamento a seduta di 600 euro). Lì, dunque, è stato il diessino Luigino Mastrorilli a introdurre per primo l'argomento: «Portiamo l'Ici sulla prima casa dal 5 al 2 per mille - ha esortato l'esponente Ds, col sostegno di Verdi, Prc, Sdi e Lista civica -, stabilendo anche un tetto massimo di reddito familiare sotto i 55 mila euro per poterne usufruire».
Sul volto dei consiglieri del centrodestra sono sbocciati sorrisi. Valtere Roviglioni, consigliere del Prc, ha completato l'affondo: «L'idea - ha aggiunto - sarebbe anche di controbilanciare la manovra, portando l'Ici sulle seconde case al 7 per mille, 8 nel caso di case fronte mare. Inoltre non si dovrebbe più far pagare l'Ici a chi affitta case vuote».
Altri sorrisi. Nessun intervento di maggioranza. Poi il voto: proposta bocciata.
Protesta la verde Tiziana Bartolini: «Eppure in campagna elettorale il vostro presidente Berlusconi ha sbandierato addirittura l'intera abolizione dell'Ici, mentre voi oggi dite di no perfino a una sua riduzione... C'era da aspettarselo». Commenta il sindaco: «Era solo un ordine del giorno. Per fare sul serio dovremmo riformulare quantomeno il bilancio. Insomma, vedremo...».