Il 28 e 29 maggio 2006 a Pomezia si svolgeranno le elezioni comunali per eleggere il nuovo sindaco.
Rifondazione Comunista è presente all'interno dell'Unione dopo aver ottenuto garanzie nella preparazione del programma.
Tra gli esponenti della lista figura Alessandro Pompa, già presidente del Comitato per la Scuola di Ardea.
Alessandro Pompa è un candidato del quale la correttezza ed il rigore morale sono indiscutibili, così come è indiscutibile il fervore e l'impegno profusi nell'attività politica e nel tentativo di risolvere i problemi di Ardea sul versante delle strutture scolastiche.
Chi lo conosce sa con quale impegno e sacrificio ha guidato le attività del Comitato per la scuola di Ardea e crediamo che la sua presenza in consiglio comunale a Pomezia può solo contribuire ad un miglioramento della città.
Se avete amici, conoscenti che votano a Pomezia sarebbe utile per Pomezia stessa se Alessandro Pompa entrasse a far parte del consiglio comunale.
Ardea e Pomezia sono legati da un filo indissolubile e contribuire a rendere migliore l'amministrazione di Pomezia significa anche contribuire a rendere migliore Ardea.
ADERIAMO IN MASSA...
Pubblichiamo l'appello diffuso negli scorsi giorni da "Liberazione" e "il manifesto".
I primi firmatari Luigi Ciotti, Tonio Dell'Olio, Gino Strada, Alex Zanotelli, sollecitano l'adesione di tutte le persone e le associazioni che si
sentono impegnate per la pace e la difesa dell'art.11 della Costituzione
per rendere visibile l'ampia unità del popolo della pace.
Onorevoli deputate e deputati, Onorevoli senatrici e senatori,
questo appello, scritto nell'ora tragica in cui le vittime di guerra italiane dei due teatri di guerra Iraq e Afghanistan, tornano in Italia per ricevere i funerali di Stato, cade anche nel momento in cui il nuovo Parlamento della Repubblica inizia i suoi lavori. Vorremmo che fosse un nuovo inizio o meglio una svolta. Una decisa svolta in politica estera con scelte coraggiose per una vera politica di disarmo, per attuare con scelte concrete l'art.11 della nostra Costituzione.
Poiché, secondo l'art. 11, non è possibile usare la guerra come mezzo per risolvere le crisi internazionali, la prima scelta che si impone, che chiediamo al nuovo Parlamento, è quella di interrompere le missioni militari in teatri di guerra e ritirare le truppe italiane dall'Iraq e dall'Afghanistan.
L'unica verità della guerra sono le sue vittime.
Purtroppo in tanti ci accorgiamo di questa verità solo quando le vittime sono i soldati italiani e fatichiamo a realizzare questa stessa verità quando le vittime non le vediamo, sono "altre", anche se abbiamo saputo in modo indiretto che migliaia di persone sono state trucidate a Falluja, a Ramadi, torturate ad Abu Graib, bombardate nei villaggi afgani o saltate in aria e mutilate dalle clusters bombs sia in Afghanistan che in Iraq.
Ma se è vero che l'unica verità della guerra sono le sue vittime, se è vero che in nome di questa verità migliaia di persone sono scese in piazza con la bandiera arcobaleno nel nostro paese, reclamando una politica di pace, allora Vi chiediamo, facendo appello alla libertà di coscienza, ed al rispetto dell'art. 11 della nostra Costituzione, di porre fine alla presenza militare italiana in Iraq e in Afghanistan, decidendo di non rifinanziare queste missioni di guerra.
Le missioni di pace devono tendere alla pacificazione e alla ricostruzione, pertanto dovrebbero essere senza armi, a nostro parere, senza eserciti, fondate sulla cooperazione con gli altri popoli, sulla diplomazia, sul dialogo e la solidarietà. L'intero sistema di intervento va ripensato all'insegna di una nuova politica estera.
Ma per l'immediato, per salvare vite umane, per interrompere la spirale di morte, per operare una pressione internazionale che provochi la fine delle occupazioni militari, chiediamo che il Parlamento italiano dia un segnale forte di discontinuità, immediatamente e senza ambiguità.
Il nostro saluto sia con le parole di Gandhi:
"Non c'è una strada che porta alla pace, la pace è la strada"
PRIMI FIRMATARI:
Luigi Ciotti, Tonio Dell'Olio, Gino Strada, Alex Zanotelli.
I primi firmatari di questo appello sollecitano l'adesione di tutte le persone e le associazioni che si sentono impegnate per la pace e la difesa dell'art.11 della Costituzione per rendere visibile l'ampia unità del popolo della pace.
Chi percorre Viale Nuova Florida in direzione Rio Verde avrà notato che da qualche giorno, in corrispondenza dell'incrocio con Via Legnano - Via Piombino, uno scavo costeggia il lato destro della sede stradale.
Facendo attenzione si noterà che la fettuccia gialla che delimita la zona di scavo porta la dicitura: "stiamo scavando per passare la fibra ottica"...
Se non si tratta di Fastweb, viene da pensare che Telecom Italia abbia finalmente deciso di ampliare l'infrastruttura di rete della zona e chissà, forse, con i dovuti scongiuri, tra qualche tempo anche la Nuova Florida potrebbe essere coperta dalla banda larga.
Meglio non illudersi, ma il consiglio rivolto a chi frequenta il forum "opinioni dai cittadini" è di farsi una passeggiata in zona a curiosare e fare qualche domanda, "sondare un po' il terreno" in senso metaforico per vedere se qualche cosa si muove...
Speriamo bene!
GASDOTTO ARDEA: FABBRI (PRC) CHIEDE INTERVENTO PROVINCIA
L'iniziativa del centrosinistra di Ardea, tendente a informare una nutrita schiera di enti, istituzioni ed autorità, circa una modifica del percorso del costruendo (e quasi ultimato) gasdotto, rispetto a quanto previsto nel progetto originario, comincia dare i primi risultati.
Il primo risultato del quale si ha notizia certa direttamente dal Circolo di Ardea del PRC è l'interessamento alla questione da parte di Maurizio Fabbri, capogruppo di Rifondazione Comunista alla Provincia di Roma.
Proponiamo di seguito il testo di un comunicato stampa, diffuso lo scorso 11 maggio, nel quale si chiede alla Provincia di Roma di procedere ad una verifica di quanto realizzato rispetto a quanto autorizzato dalla stessa Provincia.
Comunicato Stampa
Il capogruppo di Rifondazione comunista alla Provincia di Roma, Maurizio Fabbri, avuta notizia della modifica del percorso dei lavori di costruzione del gasdotto, realizzati dalla società Fiamma 2000 nel comune di Ardea, chiede al Presidente della Provincia, Enrico Gasbarra e agli assessori competenti, immediata verifica sulle necessarie autorizzazioni per lĠavvenuta
deviazione.
Secondo quanto segnalato dal consigliere comunale Prc di Ardea, Valtere Roviglioni, il percorso del gasdotto avrebbe dovuto soltanto lambire il Fosso grande, alla foce del fiume Incastro. Risulterebbe, invece, che il gasdotto, nella sua parte finale, attraverserà il fiume (percorso diverso da quello autorizzato dall Provincia).
Fabbri invita pertanto il Presidente Gasbarra ad adoperarsi al più presto affinché tecnici della Provincia facciano una approfondita verifica.
Il Capogruppo di Rifondazione Comunista alla Provincia di Roma Maurizio Fabbri