Una risposta del segretario di Rifondazione Comunista inviato nelle "Opinioni dai cittadini" avvia il dibattito ed il confronto sull'invito alla riflessione (pubblicato più avanti) su come sia possibile migliorare Ardea.
Abbiamo ritenuto opportuno pubblicare il primo intervento direttamente in home page, ma ora che giungono i primi contributi vi invitiamo a voler "frequentare" la sezione "Opinioni dai cittadini" nelle pagine interne di Ardea-online per offrire il vostro contributo ed esprimere i vostri commenti sui tanti interessanti spunti di riflessione.
Un messaggio pervenuto nella sezione "Opinioni dai cittadini" invita alla riflessione su come sia possibile migliorare Ardea.
Riteniamo opportuno pubblicarlo direttamente in home page nella speranza di avviare un dibattito tra le forze sane di Ardea poiché gli spunti di riflessione sono tanti e tutti molto interessanti, nonostante l'incipit che rimanda ad altri tempi ed a partiti politici mai sciolti del tutto...
POMEZIA: VINCE LA SINISTRA, ORA LA RISCOSSA DI ARDEA
Cari amici di Ardea,
Pomezia è finalmente tornata a sinistra e speriamo che De Fusco possa interpretare al meglio i bisogni di una città che soffre da troppo tempo per colpa di un'amministrazione prepotente e volgare.
Lo stesso stà avvenendo quì ad Ardea: un'amministrazione prepotente, volgare e per giunta senza nessun senso del pudore, sta portando, se possibile, alla rovina il nostro territorio e sta improntando la sua comunicazione in pieno stile berlusconiano: Negare Negare Negare, Promettere Promettere Promettere.
E noi siamo stanchi di vivere in un comune perennemente al buio, dove per uscire di casa devi prendere il fuori strada, dove per arrivare ad un cassonetto devi prendere l'auto e dove per mandare all'asilo tuo figlio devi solo pagare! Eppure noi le tasse le paghiamo come se non di più di molti altri!
Basta!
Ma siete stanchi oppure no?
Vi sta bene così oppure pensate che per far arrivare la civiltà ad Ardea basti solo l'ADSL (principale incubo dei visitatori di questo sito).
I nostri comitati di quartiere sono troppo deboli! Bisogna cooperare, far girare la voce, lo sappiamo tutti che gli abitanti di Ardea sono un po "comodi" e che per molti di loro basta il barbecue in giardino ed il gelato a "torva".
Beh bisogna SVEGLIARE la gente!
Lo stesso PRC di Ardea dov'è? Eppure non mi sembra di vedere mai capannelli di gente indignata, non mi sembra di vedere mai manifesti di denuncia in giro per il paese.
E non basta questo sito per diffondere le informazioni!
Bisogna stare per strada a parlare con la gente!
Quanti abitanti di nuova california e nuova florida sanno dei soldi dati alla Rocca? Quanti? Nessuno!!!
E voi pensate che queste persone sarebbero contente di saperllo? Io non credo.
Andare in strada si, ma con persone credibili:
Bisogna presentare gente credibile, che sia totalmente fuori dalle beghe di paese dagli impicci e dagli intrallazzi tra amministratori e costruttori, tra assessori e "produttori" e via dicendo.
Beh forse è ora di smetterla di parlare di futilità e cominciare a parlare seriamente del futuro della nostra cittadina.
E' inutile chiedersi perchè nella vostra strada non ci sia illuminazione, chiediamoci perchè in quasi tutte le strade non c'è!
E' inutile chiedersi perchè nella nostra strada ci sono buche alte mezzo metro, chiediamoci invece come mai stranamente tutte le strade di Ardea sono completamente sventrate e perchè chi rompe non paga mai.
Forse oggi con sotto la spinta positiva di Pomezia possiamo pensare di "sovvertire" l'ordine delle cose e spodestare quest'amministrazione feudataria e collusa.
Che ne pensate?
Ciao a tutti!
Marco
FURTO DEI TERRENI COMUNALI?!
in un articolo apparso su Il Messaggero di sabato 10 giugno 2006, Nazzareno Sperandio, presidente della
commissione consiliare patrimonio di Ardea, già direttore dell'ufficio tecnico comunale (recentemente destinatario di un avviso di garanzia in seguito all'indagine preliminare della procura di Velletri su una serie di episodi di corruzione e concussione che coinvolgono amministratori pubblici e imprenditori) ha dichiarato: «Occorre assumere con la massima sollecitudine interventi idonei alla migliore tutela dei beni patrimoniali del Comune, attraverso stanziamenti in bilancio, interventi pratici, organizzazione e potenziamento degli uffici».
Una dichiarazione che alla luce delle indagini dei Carabinieri scattate nel 2004, concentrate in particolare sullo sviluppo edilizio nella zona di Nuova Florida, con la costruzione indiscriminata di centinaia di villette e altre costruzioni, suona come un maldestro tentativo di "salvare la faccia".
Appare quindi pienamente giustificata la reazione delle opposizioni a tali dichiarazioni. Una risposta affidata a comunicati stampa distinti che raccontano la lunga battaglia per la definizione del patrimonio comunale opposta ai passati ed attuali governi di centrodestra al governo di Ardea.
Una battaglia che continua con la convocazione del prossimo consiglio comunale nel quale le opposizioni hanno chiesto di discutere l'apposizione del vincolo di inedificabilità totale sui terreni destinati a patrimonio comunale.
TERRENI COMUNALI, LA LUNGA BATTAGLIA PER EVITARE L'ENNESIMO FURTO AD ARDEA
Ardea, 10 giugno 2006 - Non finiscono di stupirci, questi amministratori di centrodestra che con assai tardiva solerzia lanciano messaggi (a chi, poi, se non a loro stessi ?) sui terreni di proprietà comunale, invece di rimboccarsi le maniche e fare ciò che spetta loro istituzionalmente. Si rendono conto di avere delle responsabilità, dopo decenni di inerzia, e che sarebbe il caso di definire la questione. Ma invece di essere parte dirigente, continuano con la politica degli annunci.
Nel 1995 l'allora amministrazione Bartolini "scoperchiò la pentola" della mancata acquisizione degli oltre cento ettari di terreni che i vari lottizzatori fin dagli anni '50 e '60 dovevano cedere al comune per realizzare parchi, parcheggi, scuole e servizi pubblici. Da allora il centrosinistra ha continuato ad occuparsi attivamente della questione in Consiglio comunale, ha chiesto le Commissioni e ha partecipato ai lavori che si sono svolti molto spesso in assenza della maggioranza. All'ultimo incontro di venerdì 9 giugno, infatti, ha partecipato con l'opposizione solo la giovane Assessora, assenti tutti i consiglieri di maggioranza. Grazie sempre alla tenacia del centrosinistra, che non ha mai mollato la questione perché è realmente interessata al bene comune, recentemente sono state effettuate alcune trascrizioni di quei terreni, ma alcune decisioni importanti che potrebbero assicurare definitivamente alla collettività quei terreni le può prendere solo chi governa. I cittadini devono sapere che decine di questi ettari sono minacciati da cause per uso capione, che alcuni lotti risultano essere stati indebitamente venduti o occupati. Esasperati dall'immobilismo e considerata l'incombenza della minaccia di abusi, i consiglieri dell'opposizione hanno chiesto di apporre il vincolo di inedificabilità totale su quei terreni e l'argomento sarà discusso nel prossimo consiglio comunale.
Finalmente anche la maggioranza si è accorta che esiste ad Ardea il problema delle proprietà comunali.
Desta, infatti, meraviglia che finalmente un consigliere del centrodestra si preoccupi di una questione di così vitale importanza costantemente trascurata nel passato dalle amministrazioni da loro governate.
È quello dell'acquisizione dei terreni comunali un problema che si trascina da quando Ardea era una frazione del comune di Pomezia e, quindi, dagli anni antecedenti al 1970. Risale, infatti, alle amministrazioni pometine il rilascio di numerose convenzioni di lottizzazioni sul territorio ardeatino, da cui sarebbero dovuti pervenire all'amministrazione circa 116 ettari di terreni allo scopo di consentire al comune di realizzare impianti ed edifici di pubblica utilità e la costituzione di un demanio comunale disponibile per la realizzazione dell'edilizia economica e popolare, dei centri scolastici, sportivi, ecc. Per oltre 25 anni il problema fu del tutto trascurato sino a quando l'amministrazione del centrosinistra che fu eletta nel 1995, e della quale il sottoscritto fu assessore al patrimonio con l'allora sindaco Bartolini, non affidò l'incarico ad un professionista di verificare lo stato di attuazione e la reale cessione dei terreni e delle opere di urbanizzazione primaria pattuite nelle convenzioni medesime. Negli anni successivi sempre lo scrivente dai banchi dell'opposizione ebbe modo di sollecitare attraverso numerose interrogazioni ai sindaci del centrodestra la definizione del patrimonio comunale. Interrogazioni queste alle quali non sono state mai date risposta alcuna. L'inerzia con cui procedeva la vicenda costrinse l'opposizione a convocare un apposito consiglio comunale il 28 novembre 2003 ed a redigere e sottoscrivere il relativo atto deliberativo che ricevendo l'approvazione del consesso consentì l'avvio degli atti formali di costituzione del patrimonio comunale. A seguito di ciò e dinanzi ad alcuni contenziosi che si vanno profilando in quanto alcune di queste aree destinate al Comune risulterebbero cedute a terzi, o occupate, il Consiglio comunale, sempre su proposta delle opposizioni ha di recente costituito un'apposita commissione speciale alla quale risultano presenti quasi sempre soltanto i membri della minoranza. Per tale motivo ben venga la presa di coscienza di qualche consigliere della maggioranza servirà almeno a rompere un fronte che negli anni quella parte ha sempre dimostrato insensibilità al problema.
Il Circolo PRC di Ardea ha diffuso una nota ripresa da un'agenzia di stampa che esprime soddisfazione per la sentenza del TAR Lazio in merito allo scioglimento del consiglio comunale di Nettuno.
La nota è accompagnata anche dal testo dell'interrogazione presentata dal senatore Bonadonna ai Ministri dell'Interno e di Giustizia nel corso della seduta n. 007 del 31 maggio u.s.
In attesa che i risultati della Commissione di accesso agli atti che ha operato nel Comune di Ardea siano resi pubblici, proponiamo di seguito i testi originali contenuti nel comunicato emesso dal PRC di Ardea.
«Esprimo soddisfazione per la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, che conferma lo scioglimento del Consiglio Comunale di Nettuno per infiltrazioni mafiose». Lo afferma Massimo Alberghini, della segreteria del Prc Federazione Castelli Litoranea Colleferro.
«L'ex sindaco Marzoli e gli altri amministratori della passata giunta di centro destra, che hanno promosso un ricorso al Tar risibile ed inconsistente nei contenuti, continuano a fare del male a Nettuno riaccendendo i riflettori sulle note vicende di malaffare che hanno investito il comune laziale. Da Nettuno parte l'esigenza di fare piazza pulita di un ceto politico incapace e/o corrotto presente in maniera diffusa sull'intero litorale laziale. Ora attendiamo fiduciosi l'esito dei lavori della Commissione d'accesso di Ardea, che sta verificando analoghe infiltrazioni della criminalità organizzata
all'interno del comune».
Legislatura 15° - Aula -
Resoconto stenografico della seduta n. 007 del 31/05/2006
BONADONNA - Ai Ministri dell'interno e della giustizia - Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante:
nel litorale romano operano agguerrite consorterie mafiose quali il clan Gallace-Novella, attivo nelle zone di Anzio e Nettuno, ed altri sodalizi criminali ascrivibili alla camorra e alla mafia siciliana;
recenti indagini della divisione anticrimine della Questura di Roma e del G.I.C.O. (Gruppo investigativo criminalità organizzata) hanno consentito di sequestrare numerosi immobili ascrivibili alla consorteria criminale;
tale consorteria, secondo quanto emerso nel decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Nettuno per accertato condizionamento mafioso, avrebbe condizionato la vita amministrativa del Consiglio comunale di Nettuno;
in data 21 novembre 2005, il Giudice per le indagini preliminari di Velletri, dott. Gilberto Muscolo, ha disposto ventuno misure coercitive a carico di altrettanti soggetti, tra i quali spiccano Franco D'Agapiti, Vincenzo Scaramella e gli ex assessori del Comune di Nettuno, Vincenzo Guidi e Angelo Mascia;
D'Agapiti risulta condannato a quattordici anni di reclusione (in seguito ridotti a sei) per aver costituito e diretto un'associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti;
lo stesso D'Agapiti risulta attualmente detenuto, a seguito del vaglio dell'ordinanza cautelare da parte del Tribunale del riesame, con le accuse di concorso in commercio di stupefacenti e di corruzione;
nell'ordinanza di cui sopra, il Giudice per le indagini preliminari afferma: «in ordine al rapporto tra politica e criminalità ad Anzio e Nettuno, come già accennato, andavano a rafforzare l'assunto degli investigatori le numerose intercettazioni telefoniche che lasciavano trasparire chiaramente come il D'Agapiti, proprio per la forza intimidatrice che gli deriva dal suo spessore criminale e non certo per le capacità politiche, riusciva a condizionare il Comune di Nettuno»;
secondo quanto pubblicato da importanti quotidiani nazionali come "Il Messaggero" e "La Repubblica", la relazione della Commissione prefettizia che ha determinato lo scioglimento del Consiglio comunale di Nettuno sarebbe stata trasmessa alla Procura distrettuale antimafia della capitale;
le infiltrazioni del crimine organizzato riguarderebbero anche altre cittadine limitrofe come Ardea, nella quale opera una Commissione d'accesso al fine di verificare l'esistenza di eventuali infiltrazioni mafiose,
si chiede di sapere:
se il Ministro dell'interno sia al corrente di questi fatti;
quali iniziative intenda avviare per combattere le organizzazioni criminali attive in questa parte del litorale romano;
se il Ministro della giustizia sia al corrente di questi fatti;
se intenda verificare quali iniziative la Procura distrettuale antimafia della capitale abbia intrapreso in ordine ai fatti sopra citati.