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11 dicembre 2009 - 18:41 -

"Orlandi, così fu rapita da Renatino"


UNO DEI TANTI SEGRETI DI STATO

Sul caso Orlandi l'ex boss della banda della Magliana conferma il racconto della superteste Minardi. "Fu rapita da Renatino De Pedis in persona ed è morta"
«Emanuela Orlandi è stata rapita da Renatino De Pedis in persona ed è morta». È una delle rivelazioni che Antonio Mancini, "l´accattone" l´ex capo della Banda della Magliana, ha reso davanti al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al pm Simona Maisto che lo hanno sentito come persona informata sui fatti. E lo è davvero "l´accattone". Ai magistrati ha raccontato una storia che gli giunse alle orecchie direttamente dai vertici della Banda. Una storia che vedeva coinvolta la quindicenne romana scomparsa il 22 giugno dell´83.
Non era la prima volta che parlava, ma ieri, ancora, ha ribadito quello che lui sapeva di una vicenda che all´epoca «era sulla bocca di tutti». Almeno nella malavita capitolina. Ha confermato la testimonianza resa dalla superteste Sabrina Minardi: nomi, dinamica e luoghi. Innanzitutto quello di "Mario", ma è sua la voce, riconosciuta anche dall´ex amante di De Pedis, della telefonata che venne fatta alla famiglia Orlandi. Poi Sergio che, secondo Mancini, sarebbe stato in quel periodo l´autista di De Pedis. I due, entrambi ancora vivi, sono stati identificati dai magistrati che presto li sentiranno. Ma la lista dei nomi e dei cognomi è lunga: sono tanti i personaggi, che, secondo "l´accattone", gravitavano intorno a Renatino e che potrebbero sapere qualcosa in più. Tra questi anche "Ciletto" e "Rufetto", altri due membri dell´organizzazione, già chiamati in causa in altre occasioni.
Ma non solo. Agli inquirenti Mancini avrebbe fornito anche le motivazioni del rapimento: secondo lui, la sparizione di Emanuela Orlandi doveva essere un segnale. Un modo dei "testaccini" per mandare un messaggio al Vaticano con cui c´era, secondo l´ex boss, un continuo flusso di denaro da riciclare. Il tramite, secondo Mancini, era Flavio Carboni. Ma quei soldi, troppo spesso, venivano consegnati e non tornavano più indietro. Questa ricostruzione però non convince i magistrati. Nei prossimi giorni, invece, i pm Capaldo e Maisto sentiranno le persone indicate da Mancini, a partire da Sergio l´autista e dai due "telefonisti", "Mario" che chiamò casa Orlandi e l´altro che, invece, parlò con "Chi l´ha visto"


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