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Dal COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI no profit di ARDEA
Ardea: Immobilismo Amministrativo e "Democrazia Incompleta" un binomio esplosivo
C'è una sensazione di forte disagio tra i cittadini. La situazione di degrado che continua a caratterizzare il nostro territorio, con il solito comportamento della maggioranza di centro destra che (NON) affronta i problemi della città e ci toglie ogni speranza di poter modificare le cose.
L'ombra delle inchieste incombenti sull'intera Amministrazione Comunale, da parte di Finanza e Magistratura (sequestro di documentazione relativa ad appalti caldi come Trasporti Scolastici e Depuratore di Via Bergamo), la dice lunga sull'operato dei politici locali e sulle varie Amministrazioni che hanno governato Ardea.
A dicembre del 2001 si è votato in gran fretta lo Statuto Comunale, senza concedere alcuno spazio di discussione alle Associazioni locali (circa 30) che chiedevano solo 10 giorni per poter prendere visione dell'elaborato e dare eventualmente il loro contributo nella stesura del medesimo.
Da allora, è passato molto tempo, ma ancora nessuno si è preoccupato di elaborare il Regolamento, malgrado lo stesso Statuto indichi in 180 giorni dalla sua approvazione il tempo massimo entro il quale stilarlo ed approvarlo.
Apprendiamo dai giornali locali che il Comune in alcuni casi invita gli imprenditori di Ardea a discutere insieme questioni che impattano sui loro interessi, ma non è mai avvenuto che il Comune si confrontasse con le Associazioni del territorio su questioni che impattano pesantemente sugli interessi e la salute dei cittadini. Molto spesso sono le Associazioni a farsi promotrici di iniziative e di incontri con Sindaco e Consiglieri su questioni di fondamentale importanza per il futuro di Ardea, ma mai viceversa.
Annotiamo che quei pochi incontri ai quali ha risposto il Sindaco si sono sempre conclusi con ampie promesse seguite da un nulla di fatto; mentre quelle con i rappresentanti politici, come quello di giovedì scorso, ancora una volta proposto dalle Associazioni, sono state disertate dai rappresentanti politici di maggioranza.
È per questo che parliamo di "Democrazia Incompleta", perché chi rappresenta i cittadini dovrebbe essere sempre pronto ad incontrare e discutere con coloro che ha accettato di rappresentare in Consiglio Comunale, perché è ai cittadini che dovrebbe rendere conto del proprio operato.
Il contributo che le Associazioni possono dare è grande. Contributo che non è collaborazione, ma anche rivendicazione di diritti e richiesta di soluzioni adeguate e giuste per tutti.
Nell'Amministrazione Cittadina i rapporti sono stabiliti normalmente dal buonsenso, e vengono sanciti legalmente dallo Statuto. Necessitano però di essere regolamentati, che rientrino nel costume e nella tradizione della pratica amministrativa quotidiana. Occorre però un atteggiamento diverso da parte degli amministratori; che cessi di essere pura sopportazione, così com'è ora, ma sia aperto alla collaborazione e alla pratica democratica, per procedere insieme e contribuire alla crescita della città.
Auspichiamo che per il futuro, soprattutto per il bene dei cittadini e del paese tutto, si riesca a trovare maggiore collaborazione, nel rispetto reciproco dei ruoli e delle responsabilità rappresentate. Noi riconosciamo e rispettiamo il ruolo degli amministratori eletti dai cittadini, ma pretendiamo, come Associazioni liberamente organizzate, sempre in rappresentanza dei cittadini, più attenzione soprattutto quando solleviamo problematiche di rilievo e di interesse pubblico che impattano sul futuro del territorio e quindi sul nostro futuro.
È così difficile coniugare queste due elementari esigenze?
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