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Si dimettono 11 consiglieri. Terzo commissario prefettizio in 9 anni. Record di inchieste giudiziarie

Ardea, regno delle case abusive, è senza consiglio comunale

Undici consiglieri su venti si dimettono e l’assemblea comunale decade. È successo ieri, un po’ a sorpresa, ad Ardea, un municipio fra i più indagati d’Italia, come dimostrano le numerose inchieste della magistratura che hanno messo a soqquadro ogni assessorato, e che contende a Gela il record delle case abusive. Qui dal 1994 la costruzione delle abitazioni fuorilegge ha superato quella degli alloggi regolari: è di 337.945 metri cubi il volume complessivo delle prime, mentre si ferma a 220 mila metri la cubatura totale dei secondi. Un dato che magari non c’entra direttamente con l’«harakiri» del consiglio comunale, «però consente di intuire l’atmosfera che avvolge questa cittadina dove illegalità e malgoverno sono all’ordine del giorno», osserva Walter Roviglioni, di Rifondazione, anche lui firmatario delle dimissioni.
Ma a sorprendere è stata la decisione dei suoi sette colleghi del Polo che assieme ai quattro della minoranza hanno deciso di sfiduciare il loro sindaco Roberta Ucci, di Forza Italia, in carica dal 2001.
Due dei consiglieri (Nicola Tedesco e Roberto De Gasperi) sono anche loro azzurri, di Alleanza nazionale Giuseppe Sarrecchia e Alberto Sgrò e dell’Unione di centro i restanti tre: Stefano Ludovici, Ottorino Iadonna e Martino Farneti. Quest’ultimo (funzionario di polizia, insegnante di Diritto costituzionale alla scuola degli agenti di Casale Lumbroso) è noto non solo per essere stato il penultimo sindaco di Ardea, ma anche il perito balistico della Procura al processo per l’omicidio di Marta Russo. «Gli stessi personaggi che hanno mandato a casa me, sono quelli che ispiravano le mosse della Ucci - rileva Farneti -. Gente che pensa soltanto al proprio interesse».
La previsione è quella di andare a votare in primavera, in concomitanza delle elezioni europee. Nel frattempo arriverà un commissario prefettizio, il terzo dal 1995. Che i continui scioglimenti e ribaltoni «siano un problema pesante per la trasparenza dell’amministrazione», lo ha rilevato di recente anche la commissione parlamentare Antimafia quando occupandosi del Lazio ha denunciato «l’instabilità dei Comuni del litorale della fascia pontina». Una constatazione che risulta evidente ad Ardea, dove dal 2001, due sono stati i consiglieri (uno di Fi e l’altro diessino) arrestati per reati riguardanti violazioni urbanistiche. Soltanto tre settimane fa un assessore e un ex vicesindaco sono stati indagati per aver realizzato 26 miniappartamenti su terreno demaniale, moltiplicando la cubatura prevista. E pochi giorni prima quattro dipendenti comunali e un imprenditore del settore trasporti sono stati arrestati per aver inventato una fantasiosa truffa: conti e fatture registravano l’attività di uno scuolabus che non s’era mai visto in giro.
Alessandro Fulloni


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