Sfiducia al Sindaco Ucci

Desta meraviglia e sconcerto la lettera del 12 agosto u.s. con la quale il Vice Sindaco rappresenta a fosche tinte una realtà sulle aree comunali che è a conoscenza di tutti e la cui responsabilità non può che ricadere su quanti hanno amministrato questo Comune ed in particolare su quelli attuali. Mi viene quasi da pensare che l'attuale Vice Sindaco faccia parte della opposizione e che negli scorsi due anni e mezzo di amministrazione sia stato in vacanza. Non ritiene che alla base di tutto ci sia una mancanza di volontà a voler abbattere quella illegalità lamentata?

Mi sa dire il Vice Sindaco perché dopo un anno che il Consiglio comunale ha deliberato di acquisire le aree comunali provenienti da convenzioni per lottizzazioni edilizie, per le quali il sottoscritto intraprese per primo la battaglia quando rivestiva l'incarico di assessore al patrimonio conferendo l'incarico di accertamento dello stato attuativo (vedi delibera della Giunta n. 676 del 25 agosto 1995), l'amministrazione alla quale partecipa da oltre due anni, in qualità di assessore prima e da Vice Sindaco ora, non ha ancora emesso una ordinanza per l'acquisizione delle aree medesime necessarie per registrare le proprietà presso gli Uffici dei Registri immobiliari? Si cerca di far passare tutto nel dimenticatoio e dare così modo a quella che molto eufemisticamente chiama "cattiva abitudine" di continuare nella occupazione abusiva di demanio comunale. Altro che cattiva abitudine questo è un reato e basta! Detta attuale omissione di atti potrebbe produrre la realizzazione di opere su aree che il Consiglio comunale, con la delibera suindicata, ne ha disposto l'acquisizione mediante l'emanazione di una ordinanza. Si potrebbe ripetere in sintesi ciò che è accaduto finora, lasciare le cose come stanno per trovarsi un domani con le aree comunali occupate da opere fatte da privati e per il cui reintegro occorre proporre apposite azioni giudiziarie. E cosa dire delle aree del demanio civico, ossia quelle provenienti da scorporo per l'uso civico, che come anche visto in occasione dell'approvazione della delibera per la realizzazione della scuola in località Macchiarella alcune particelle risultano addirittura edificate. Si sta procedendo in proposito? Ed il continuo proliferare di recinzione di aree del demanio civico sulle quali come rilevato dallo stesso Vice Sindaco si trovano istallati container, strutture amovibili, prefabbricati utilizzati come magazzini, rimessaggio di automezzi, imbarcazioni, materiale edile di vario titolo, ecc.? A chi spetta far rispettare la legalità se non a chi governa? Il fatto che il Vice Sindaco ci produca una lettera di doglianze non lo giustifica certamente per il mancato controllo del patrimonio e non comprendo perché poi voglia coinvolgere in proposito i Consiglieri comunali che hanno soltanto il compito di indirizzo e di controllo, indirizzo che essi hanno dato e che la sola maggioranza ha di certo messo da parte. Il problema vero è che questa amministrazione manca di competenza, autorevolezza e determinazione. Tutto ciò che il Vice Sindaco lamenta nella succitata lettera e nelle altre, che il caldo agostano gli hanno ispirato, è la dimostrazione del completo fallimento dell'amministrazione di centro destra che governa Ardea da oltre sei anni e che nulla ha prodotto, ma che anzi ha aggravato la qualità della vita dei cittadini, che si ritrovano sempre con una città nel pieno caos dal punto di vista igienico sanitario, con mezza città senza acqua potabile, con strade piene di immondizia e con un futuro molto buio per i propri figli ai quali non è possibile garantire una scuola decente per la incapacità a realizzare nuove aule scolastiche. L'unica cosa che sembra funzionare ma nella piena illegalità è l'edilizia privata che prospera e specula alle spalle di quelle persone che attratte da una vita meno caotica rispetto alla città in cui vivono, ritengono di trovarla in Ardea, che precipitosamente, poi, abbandonano una volta toccato con mano le carenze della città Rutula.

Ai cittadini deve essere chiaro che nessuno, né il sindaco né i consiglieri di maggioranza, ha mai sollevato problemi in ordine all'attuazione del programma e del bilancio. Mai abbiamo sentito in aula la maggioranza confrontarsi su atti concreti volti alla soluzione di problemi. La stessa questione, gravissima ed urgentissima, delle aule scolastiche è stata portata in discussione dalle minoranze.

Hanno perso anni per dirimere la loro lite familiare e ancora non si capisce l'epilogo.

Gli imprenditori e, i cittadini sono stanchi di ciò e, al di là di come la crisi amministrativa si concluderà, se e come si concluderà, il sindaco Ucci e la sua maggioranza hanno la responsabilità di aver riportato ad Ardea un clima di insicurezza, di ingovernabilità e di trasformismo.

Né il Sindaco né la sua maggioranza hanno alcuna voglia di andare a casa allora devono decidersi a governare e lo SDI ha maturato la consapevolezza che né sindaco né consiglieri ne hanno la capacità.

Lo SDI rivolge un accorato appello a tutti i consiglieri che intendono fare il bene della città, e prima che sia troppo tardi, di mettere in atto l'unico strumento legittimamente valido, che è quello di firmare una "mozione di sfiducia". Si restituirebbe così ai cittadini, veri titolari del diritto di conferire la fiducia, la possibilità di darsi una nuova e, sicuramente, più competente amministrazione, riaccendendo il cammino di speranza deluso dall'incapacità degli attuali amministratori.

Francesco Lo Reto








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